telese

LA RICETTA PER MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLA VITA PER ANZIANI E BIMBI

Sabato 05 Giugno 2010 15:44 comunicato Notizie - Notizie Locali
Stampa PDF

logo_provinciaLa rete dei servizi per la prima infanzia, quella a sostegno degli anziani e l’aggregazione giovanile. Sono questi gli indicatori attraverso i quali misurare la qualità della vita nel mantovano, a cui la Provincia ha dedicato tre seminari lo scorso week end nella cornice dell’auditorium del seminario vescovile di via Cairoli.

Un dato emerge: sia per i nidi che per le residenze per anziani, le famiglie fanno sempre più fatica a pagare le rette . inoltre nei servizi alla prima infanzia la parla d’ordine sembra essere flessibilità.

Nei precedenti incontri del ciclo ‘Mantoverrà - Leggere il futuro’ organizzati in partnership con la Camera di Commercio - spiega il presidente della Provincia Maurizio Fontanili - abbiamo affrontato i problemi relativi alla competitività del sistema Mantova. Ci siamo soffermati sulle attività produttive, l’agricoltura e l’agroalimentare e sul turismo: abbiamo cercato di tracciare delle possibili linee guida per lo sviluppo nel breve e medio termine. Ora guardiamo alla qualità dei servizi. Abbiamo l’ambizione di fare riferimento a tutto il territorio, alle grandi realtà e alle piccole comunità territoriali. Continuiamo a essere convinti che la qualità della vita sia nel complesso migliore nei piccoli centri, dove ognuno ha la possibilità di riconoscere se stesso e di essere riconosciuto. A condizione però che i servizi funzionino bene, altrimenti chi vive in queste realtà è naturalmente indotto a pensare che una buona qualità di vita possa realizzarsi sono nelle città. Se l’attenzione ai servizi decade allora la gente vuole andare a vivere in città. Spesso gli amministratori credono che lo sviluppo di una comunità coincida con la crescita del numero di case e degli abitanti. Per me non sono questi gli indici da considerare per valutare il progresso e lo sviluppo di una determinata realtà, o per lo meno non sono i soli. Naturalmente vi è un problema di organizzazioni locali e sovralocali, di costi e di innovazione”.

il tema degli asili nido è un problema primario delle famiglie. Le giovani coppie hanno meno figli rispetto ai loro genitori: tra i molteplici motivi di questa scelta, vi sono anche i problemi di lavoro delle madri e il fatto che non vi siano strutture e servizi adeguati per accudire i bambini mentre le mamme e i papà sono al lavoro.

Nel mantovano ci sono 83 strutture per la prima infanzia per 2069 posti: si tratta di asili nido, micro nidi, nidi famiglia e baby parking. Il pubblico è preponderante sul privato: le liste di attesa sono nei nidi pubblici e non ovunque. “Ci sono infatti aree del territorio dove restano posti vuote e altre dove c’è carenza – afferma l’assessore provinciale alle politiche sociali Banzi -. Occorre quindi una migliore programmazione dei posti autorizzati e un più efficace coordinamento. Questo può avere indubbi benefici anche sulle rette”.

La famiglia è una realtà in continua evoluzione e di conseguenza devono aggiornarsi anche i servizi per la prima infanzia” ha rimarcato Vittorio Uccellini direttore azienda sociale del Cremonese. Giovanna Pelizzoni della cooperativa “Il cortile” di Cremona ha portato l’esperienza del sistema educativo privato: dal nido aziendale alla gestione del nido dell’Ospedale di Cremona (aperto sino alle 21.45).

Caterina Masè ha portato l’esempio delle tagesmutter, (mamme di giorno): micro nidi con massimo 5 bambini, organizzati presso abitazioni private.

Passando ai servizi per gli anziani, i 3350 posti autorizzati presso le 48 strutture coprono il fabbisogno locale. “Rimane urgente la differenziazione dei servizi e l’individuazione di alternative alla casa di riposo” ha rimarcato l’assessore Banzi.

Il centro diurno per anziani è una possibilità – ha ricordato Giovanni Gelmini, geriatra e direttore del dipartimento cure primarie del distretto Valletaro e Ceno di Parma -. Da noi si organizzano attività motorie, ricreative, corsi di pittura, si pratica la musicoterapica. Il punto debole di queste realtà? Il trasporto dell’anziano da casa al centro diurno e ritorno”. Un raffronto tra le politiche per gli anziani della Lombardia e quelle della Regione Emilia Romagna lo ha proposto Nando Bambini presidente RSA I Girasoli di Cerese: “La prima ha aumentato costantemente il numero dei posti letto mante4nendo invariato il contributo per la retta. La seconda ha mantenuto fisso il numero dei posti letto e ha accresciuto il contributo alle famiglie per le rette mensili”. Un innovativo sistema di gestione a domicilio dell’anziano è stato quello presentato da Tbs Group di Vicenza: dalla telemedicina al telesoccorso per anziani autosufficienti e non.


Questo mese in edicola

febbraio2012piccola

Cerca nel sito

Websermidiana.com

Link Sponsorizzati

Più scaricati

1.
Giugno 2009
3367
2.
Maggio 2001
2030
3.
Marzo 2009
1701
4.
Novembre 2008
1587
5.
Aprile 2009
1572