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copertina_incendio.jpgAutore: a cura di Sermidiana

Illustrazioni: Severino Baraldi

Anno:2008

Editore: Sermidiana

Pagine: 88

Presentazione di Siro Mantovani

 

Se dovessimo stabilire quale avvenimento della storia di Sermide meriti un posto nei manuali scolastici, indubbiamente i fatti del marzo-luglio 1848 spiccano su tutti. In quei quattro mesi, a noi lontani seppur civicamente prossimi, il piccolo borgo del Po fece parlare di sé in tutta la penisola al pari di Milano, Venezia, Brescia e Bologna.

Va quindi elogiata l’iniziativa dell'Amministrazione Comunale tesa a celebrare il 160° anniversario di quegli eventi affidando a 'Sermidiana Magazine' la cura di una pubblicazione che ne rinnova la memoria soprattutto fra le giovani generazioni. Il progetto editoriale che vi apprestate a sfogliare spicca per originalità compositiva, ricchezza dei contenuti ed eleganza tipografica con tutti i crismi dell’opera storiografica: indipendenza di giudizio, cura delle fonti e scrupolosità scientifica nell'analisi dei fatti. Il meticoloso lavoro redazionale ha scaturito un testo allo stesso tempo congruo e divulgativo; la sua preziosa funzione è quella di soddisfare lo studioso di professione e corroborare le carenze di chi approda alla storia sporadicamente. Le diverse sezioni raccolgono per la prima volta in un unico corpus i documenti originali dell'epoca, le immagini, gli scritti integrali dello storico locale Gaetano Mantovani e i proclami austriaci, presentando così anche il versante “avversario” nell’ambito di una ricostruzione organica. Le splendide tavole di Severino Baraldi tolgono al costrutto l’ingessatura accademica, conferendo ai fatti l’immediatezza della visibilità.

I moti risorgimentali determinarono l'unità d'Italia; meglio si comprende la contemporanea storia repubblicana alla luce di quelle precedenti vicende politiche e militari. Sermide entra di diritto nel novero delle città che hanno scandito la nascita della nazione; nè è conferma la medaglia d'oro al valor patrio ricevuta da Re Umberto I nel 1899 assieme al titolo di Città e di “Leonessa del Po”. I quattro mesi dell'insurrezione antiaustrica hanno trasformato Sermide in una sorta di laboratorio rivoluzionario caratterizzato da impeti garibaldini (parecchi furono i giovani locali al seguito del Generale), strategie cavouriane, aspirazioni neoguelfe, federaliste, monarchico-costituzionali. Tutto sembrò bruciare nel fuoco che il 29 luglio 1848 devastò brutalmente la città, tragico epilogo destinato a ripetersi quasi un secolo dopo con i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Ma in quelle straordinarie giornate della primavera-estate 1848 un apparente tumulto di campagna in realtà è entrato nella Storia, perchè se il Risorgimento fu - come fu - fondamentalmente un moto borghese scaturito dai cenacoli intellettuali e negli studi professionali, la sua contagiosa prorompenza ha trovato in certi casi il sostegno popolare. Come a Sermide, dove la rivolta riscosse il fervore in tutti gli strati della cittadinanza per il definitivo affrancamento dal giogo austriaco. Dominio in realtà non così soffocante, ma i tempi sembravano maturi per concretizzare le aspirazioni nazionali. In quel coacervo di passioni e lotte si innalzano vicende ammantate di leggenda, come le gesta delle donne sermidesi, protagoniste anche sulle barricate, chi come staffetta chi a caricare le spingarde; tutte ad incitare i propri uomini. Da non trascurare, poi, il ruolo della locale comunità ebraica, determinata a sostenere la causa con i suoi giovani idealisti, gli uomini di cultura e i politici raffinati, oltrechè gli indispensabili stanziamenti.
Le intrepide giornate del '48 sermidese si prestano ad una ricostruzione narrativa: dall'assalto agli ulani in contrada Borgovecchio (oggi via Indipendenza) fino all'incendio ricordato in versi dal Carducci, passando per la camicia rossa Bozzini e i proclami del barone di Perglas, pathos e suspence basterebbero per un'ipotetica sceneggiatura. Questo libro ha il merito di riaccendere i riflettori su avvenimenti relegati per troppo tempo nel baule delle chincaglierie d'epoca. A quei giorni deve essere restituito lo splendore che la patina del tempo e la smemoratezza degli uomini hanno offuscato.
Via XXIX luglio, Milazzo, Crispi, Mentana, Cavour, piazza Garibaldi. Invitiamo i giovani a ripercorrere le strade di Sermide con spirito nuovo e questo libro in mano. La nostra storia ci permette di sapere chi siamo, da dove veniamo e dove siamo diretti; dal passato possiamo apprendere come determinare il futuro. È l'occasione per far risorgere la memoria.