Autore: Alberto Guidorzi
Anno: 2007
Editore: Sermidiana
Pagine: 352
Presentazione di Luigi Lui
Alberto Guidorzi, da anni collaboratore di Sermidiana, firma quest’opera che recupera, non solo una fetta della tradizione di Sermide, ma anche una parte fondamentale della sua cultura, fatta per lo più di realtà contadine e rapporto con la terra. Già su Sermidiana magazine sono stati pubblicati testi che in questo libro sono raccolti con altri inediti, per dare voce a questa passione per la “vita nei campi” che da sempre muove Alberto, uomo che dalla terra proviene e che alla sua terra rimane profondamente legato. Ci è restituito, un capitolo dopo l’altro, uno spaccato da cui Sermide, con la sua economia tuttora incentrata sull’agricoltura, non può prescindere. Una prima lettura dei titoli proposti ci riporta al testo biblico del Qoelet - non a caso tra i Sapienziali- in cui si ricorda all’uomo che per ogni azione ed intenzione esiste un Tempo che va rispettato e accettato. Così anche noi troviamo tra queste pagine il tempo della mietitura, dell’uva e della canapa che ci riporta alla sacralità del rapporto dell’uomo con la terra. Ed è proprio sul rapporto dell’uomo con la natura che siamo portati a riflettere. Se in un tempo nemmeno troppo lontano, la terra era quasi un’entità divina da cui dipendevano le sorti di chi con amore e perseveranza la lavorava, ora, spesso, si ha invece l’impressione che essa sia vista unicamente come strumento attraverso cui si intende produrre il proprio benessere. Sembrano affondare nella notte dei tempi, ma solo ad un animo disattento, le manifestazioni di profondo rispetto della Natura e dei suoi ritmi, che portavano il contadino ad interpretare ogni piccolo segnale che dalla terra provenisse, troppo spesso incapace spettatore di imperscrutabili eventi, quando non stravolgimenti ad opera di questo apparente contorno alla vita dell’uomo, senza il quale, però l’uomo stesso non sarebbe. Ecco un’opera quindi che al di là delle notizie storiche e del recupero di modi e ritmi di cui anche noi siamo fatti, ci offre la possibilità di affrontare, ciascuno a suo modo, il tema del tempo che scorre, del futuro che si dipana e di ciò che esso comporta


