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Le Chiese della Riviera del Po

A pochi giorni da Ferragosto cresce in tutta Italia la febbre del Superenalotto per i monte premi di oltre 127 milioni che nessun 6 ha finora centrato.

Ormai la corsa all’oro virtuale lambisce le istituzioni.

 

I Comuni sono sempre più in difficoltà per la mancanza di soldi a fronte di impegni di spesa esorbitanti per cui alcuni primi cittadini tentano la sorte onde risolvere colla Dea Fortuna le loro preoccupazioni finanziarie.

Il sindaco di Ceneselli Marco Trombini: Noi amministratori locali, insieme ai dipendenti, mettiamo fuori settimanalmente a titolo volontario 1 euro a testa e la somma raccolta va giocata in ricevitoria. Se vinciamo mettiamo il tutto in bilancio come entrata straordinaria; penseremo poi a come spendere.

A Castelmassa il capogruppo di maggioranza Marco Bardini osserva che la giunta esecutiva non s’è ancora posta il problema.

A Calto il sindaco Mauro Arrivabeni dice di non aver mai giocato.

Il collega castelnovese Massimo Biancardi: “Dipendenti ed amministratori sono per lo più in ferie per cui non s’è ancora pensato a niente.

Pure il calcio dilettantistico di Prima Categoria, a pochi giorni dall’inizio della stagione sportiva 2009-2010 e alle prese con sempre meno soldi, fa un pensierino al jackpot.

Cristiano Masotti direttore sportivo dell’Union At: Sicuramente alla prossima occasione punteremo al 6! Se vincessimo, potremmo acquistare un club di Serie A.

Abbiamo contattato Antonio Armenio, presidente dell’Altopolesine, ancora in ferie in Calabria: Mi metterò subito in contatto colla dirigenza e punteremo prima di Ferragosto, non si sa mai.