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Le Chiese della Riviera del Po

logo_provinciaIl mercato del lavoro sta attraversando una fase di profonda trasformazione, certamente legata ai cambiamenti dei sistemi economici internazionali e accentuata dalla crisi economica internazionale iniziata nell'estate del 2008.

Esigenze di maggiore flessibilità e capacità innovativa, sono tra i principali fattori necessari alle imprese per competere nei nuovi scenari locali e globali, fattori che hanno certamente contribuito a modificare il mercato del lavoro odierno aumentandone la mobilità e la dinamicità. Di fronte a tali cambiamenti l'informazione, puntuale e tempestiva sui fenomeni in atto, risulta essere fondamentale per conoscere e supportare le decisioni nei diversi livelli politici e dirigenziali delle istituzioni chiamate a programmare, gestire e monitorare le politiche di intervento in materia di occupazione e sviluppo. Gli osservatori del mercato del lavoro diventano quindi uno strumento sempre più importante per trattare, elaborare e rendere fruibili dati e informazioni sugli eventi del mercato. E' in questo contesto che si inserisce il rapporto sul mercato del lavoro della Provincia di Mantova dell'anno 2009. Le forze di lavoro, nel contesto territoriale della provincia di Mantova, indicano un valore pari a 184 mila occupati nel 2008, di cui 73% sono dipendenti e 27% indipendenti. Il tasso di occupazione nel 2008 è pari al 68,4% ed aumenta di 1,2 punti percentuali rispetto al 2007, mentre il tasso di disoccupazione raggiunge nel 2008 un valore percentuale pari al 4,1%, aumentando dello 0,7% rispetto al 2007. I principali indicatori sui dati di stock, derivanti dalle forze di lavoro ISTAT, inerenti la disoccupazione nel 2008 mostrano già i primi segni della crisi economica sul territorio provinciale anche se certamente sarà maggiormente evidente quando saranno resi disponibili i dati 2009. Nel rapporto vengono presentati i dati di flusso derivanti dalle comunicazioni obbligatorie che le aziende inviano ai centri per l'impiego provinciali, i dati inerenti le domande di richiesta di cassa integrazione (ordinaria- fonte INPS e straordinaria), ed infine i dati inerenti i soggetti che trovandosi in stato di necessità, per mancanza sostanzialmente di lavoro, si rivolgono alle strutture di servizio dei centri per l'impiego provinciali. Dai dati di flusso è possibile cogliere le dinamiche del mercato del lavoro nell’anno 2009 e osservare le principali tendenze in atto, in termini di mobilità occupazionale, utilizzo delle differenti tipologie contrattuali per l'effettuazione delle assunzioni, differenze “comportamentali” nei diversi settori economici. Complessivamente nell’anno osservato le comunicazioni obbligatorie di competenza di aziende con sede operativa in provincia di Mantova, ammontano a oltre 111 mila, di cui il 46% è relativo ad avviamenti-assunzioni (pari a oltre 51 mila), il 42% a cessazioni (pari a oltre 47 mila), la quota rimanente, pari al 12%, riguarda proroghe e trasformazioni di contratti di lavoro. Considerando le assunzioni (avviamenti) il 2009 presenta rispetto al 2008 una tendenza negativa pari a circa il 29%; tale valore risulta essere significativamente diverso nei settori economici: per l'industria in senso stretto la diminuzione tendenziale è pari a meno 38%, per le costruzioni il valore percentuale si attesta a meno 32% ed infine, commercio e servizi e agricoltura si attestano ad un meno 25% il primo e meno 13% il secondo. La diminuzione degli avviamenti impatta significativamente sul mercato del lavoro. Possiamo dire che tale dato comporta una sostanziale “diminuzione delle opportunità” di lavoro. Tutti i settori sono stati colpiti dalla crisi ma certamente l'industria in senso stretto ne ha avuto il maggior contraccolpo. Il dato relativo alla diminuzione degli avviamenti ha comportato anche una ridistribuzione delle quote percentuali sul totale degli avviamenti: l’Industria in senso stretto passa da una quota pari al 29% dell’anno 2007 al 24% dell’anno 2009, le Costruzioni passano dal 7% dell’anno 2007 al 6% dell’anno 2009. Per il settore Commercio e servizi ed il settore Agricoltura si registra invece una tendenza inversa, ovvero le quote aumentano passando dal 57% dell’anno 2007 al 58% dell’anno 2009 per il primo settore, mentre per il secondo si passa dal 7% dell’anno 2007 al 12% dell’anno 2009. Le imprese della provincia di Mantova hanno aumentato le quote complessive delle assunzioni (avviamenti) effettuate con tipologie contrattuali flessibili riducendo l'utilizzo di quelle maggiormente stabili. Il 69% degli avviamenti nel 2009 è stato effettuato con l'uso di forme contrattuali flessibili (Tempo Determinato, Somministrazione, Lavoro a Progetto), mentre nel 2008 la quota percentuale era pari al 67% e nell’anno 2007 risultava pari al 63%. Questo spostamento marcato verso la flessibilizzazione nell'utilizzo dei diversi contratti di lavoro, certamente già elevato nel periodo pre crisi, si è fortemente accentuato con l'avvento della crisi economica diminuendo di fatto l'accesso ad opportunità lavorative con contratti “permanenti”. Le principali variazioni nelle quote di utilizzo delle diverse tipologie contrattuali sono dovute da un lato ad un maggiore impiego della Somministrazione, che passa da una quota pari a circa l’11% del 2007 al 14% nel 2009 e del Tempo determinato, che passa dal 47% dell’anno 2007 al 50% dell’anno 2009; dall'altro ad un calo dell’utilizzo del Tempo Indeterminato che dal 30% circa del 2007 scende al 26% del 2009. La relazione degli avviamenti con le variabili settore di attività e tipologia contrattuale, permette di osservare le differenti modalità di impiego dei contratti all’interno dei diversi settori. Nel Commercio e servizi il 51% degli avviamenti avviene attraverso il contratto a Tempo Determinato, seguito dal contratto a Tempo Indeterminato con un valore percentuale pari al 29%; per l’Industria in senso stretto la quota maggiore appartiene alla tipologia contrattuale Somministrazione con il 38%, a cui seguono le tipologie contrattuali Tempo Determinato e Tempo Indeterminato, con quote rispettivamente pari al 28% e al 27%.   Una considerazione importante, sia riguardo alle dinamiche temporali sia ai valori quantitativi, deve essere fatta con riferimento ai saldi tra avviamenti e cessazioni. Nel rapporto si mostrano gli andamenti, confrontando 2009, 2008 e 2007 sia complessivamente sia per i principali settori economici (commercio e servizi e industria). Tali dati ci aiutano a riflettere su diversi elementi: la distanza tra le curve dei saldi dei diversi anni ci fa cogliere la “differenza” da colmare per uscire dalla crisi e “ritornare” ai valori pre crisi; la crisi economica ha significativamente toccato, come sopra richiamto, l'industria che presenta un saldo negativo, in diversi mesi dell'anno, sostanzialmente fino all'estate 2009. Sono evidenze che indicano, in particolare la prima, che il periodo peggiore della crisi sia stato certamente quello del primo semestre 2009 (alcuni picchi negativi, in particolare agosto e dicembre sono fortemente influenzati dalla stagionalità), e che l'inizio della ripresa, evidente nei dati dell'ultimo trimestre, si sta manifestando sostanzialmente con un assestamento del valore dei saldi e un sostanziale fermo della loro continua diminuzione.   La seconda sezione del capitolo relativo ai dati di flusso, permette di approfondire alcune tematiche quali il genere, la popolazione straniera e lo studio del livello di skill in relazione ad altre variabili osservate. Lo studio del livello di skill permette di osservare che la provincia di Mantova si caratterizza per una presenza maggiore di figure di basso livello di skill; infatti il 45% degli avviamenti complessivi avviene per il Low skill level, segue il Medium skill level con il 29% e l’High skill level con il 26%. Anche in questo caso i comportamenti settoriali sono differenti: Il commercio e servizi è l'unico settore che vede una prevalenza di avviamenti per alto livello di skill, con una quota del 43%, mentre per gli altri settori si evidenzia un prevalere di basso e medio livello di skill. In particolare per l'agricoltura e l'industria la quota del basso livello di skill è pari rispettivamente all'88% per il primo e al 46% per il secondo; le costruzioni hanno come quota percentuale maggiore il medio livello di skill che si attesta nell'intorno del 65%. Mettendo in relazione le variabili skill level, tipologia contrattuale, settore economico e classe di età, si possono osservare comportamenti caratteristici del mercato del lavoro. Se prendiamo ad esempio il medio livello di skill nel settore commercio e servizi si può osservare che le assunzioni con utilizzo di contratti di Apprendistato vengono effettuate nella classe di età giovane(97% del totale avviamenti nella classe 15-29 anni); la Somministrazione ed il Lavoro a Progetto risultano le tipologie contrattuali più impiegate per l'assunzione di giovani con quote pari rispettivamente al 44% e al 42%; Tempo Determinato e Tempo Indeterminato vengono maggiormente impiegati per la classe di età 40-65 anni, con quote rispettivamente pari al 34% e 36%. Da ultimo si segnala come l’impiego del Tempo Indeterminato cresce al crescere dell’età, infatti se per i giovani la quota è pari al 27% per gli over 40 risulta pari al 36%, mentre per le tipologie contrattuali Somministrazione e Lavoro a Progetto si registra una tendenza inversa. Dall’analisi della variabile genere si osserva per il genere maschile una quota del 44% relativa ad avviamenti, il 44% relativo a cessazioni ed il restante 12% è ripartito su proroghe e trasformazioni; mentre per il genere femminile gli avviamenti hanno una quota del 48%, il 40% è relativo a cessazioni ed il restante 12% è ripartito su proroghe e trasformazioni. Il genere femminile mostra quindi una superiorità di quattro punti percentuali della quota associata ad avviamenti rispetto al genere maschile, ed un’inferiorità di quattro punti percentuali per le cessazioni di rapporto di lavoro. Vengono inoltre proposte una serie di indagini sulla distribuzione degli avviamenti per tipologia contrattuale, settore, qualifica e classe di età; variabili che permettono di constatare differenze significative tra i generi.   Una ultima osservazione inerente i dati di flusso riguarda la popolazione straniera. Si registrano oltre 31 mila comunicazioni obbligatorie, di cui il 49% è relativo ad avviamenti (pari a oltre 15 mila), il 40% a cessazioni (pari a oltre 12 mila), la quota rimanente, pari all’11%, riguarda proroghe e trasformazioni contrattuali. La quota maggiore di avviamenti per soggetti stranieri, pari al 46%, è relativa a comunicazioni di avviamenti per contratti a Tempo determinato, segue il Tempo indeterminato con il 35%, la Somministrazione con il 15%, l’Apprendistato con il 3% e il Lavoro a progetto con l’1%. Questo dato sembra essere in controtendenza con quello relativo a quello degli avviamenti per la popolazione di cittadinanza italiana. In realtà non è così in quanto le principali figure professionali che vengono avviate attraverso l’impiego del Tempo indeterminato sono Collaboratori domestici con una quota pari al 16% e Addetti all'assistenza personale a domicilio con l’11%. Figure professionali assunte da famiglie che possono in qualsiasi istante rescindere qualsiasi contratto di lavoro. A conclusione di questo paragrafo si riportano alcuni dati inerenti le richieste di cassa integrazione e di iscrizione ai centri per l'impiego. In merito alla cassa integrazione, ulteriore evidenza certamente dell'impatto della crisi economica sull'occupazione, si possono osservare i dati relativi al numero di ore autorizzate dall’INPS per la cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria. Il 2009 registra un sempre più forte e consolidato ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO): sono state 3.797.226 il numero di ore autorizzate dall’INPS per questo ammortizzatore sociale, con una variazione percentuale del 509% rispetto al totale delle ore autorizzate per l’anno 2008. I settori economici che, nel 2009, hanno utilizzato maggiormente la cassa integrazione ordinaria sono stati il meccanico, il tessile/abbigliamento (appartenenti all'industria in senso stretto a conferma di quanto riportato nei commenti sui dati di flusso) e l’industria edile (o costruzioni). Per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria, nel 2009 sono state autorizzate dall’INPS un totale di 4.744.564 ore, in valori assoluti più 4.203.727 ore rispetto al 2008, in valori percentuali + 777%. Nel terzo e quarto trimestre 2009 si sono avuti i picchi più alti. Andamento diverso si è verificato nel 2008 che, comunque, ha registrato valori sempre molto più bassi, dove i picchi, legati anche a fattori dovuti alla stagionalità, sono stati raggiunti nel secondo e nel quarto trimestre con rispettivamente 145.281 e 210.288 ore autorizzate. Il settore di attività economica che ha richiesto e al quale sono state autorizzate il maggior numero di ore di Cassa Integrazione Straordinaria, nel 2009, è stato il tessile: le ore autorizzate sono state 1.651.147 a fronte delle 452.549 del 2008, con un incremento percentuale del 265%. In assoluto il settore del legno, rispetto al 2008, ha richiesto ed ottenuto il maggior incremento di ore CIG richieste passando da 603 ore del 2008 a oltre 105 mila ore nel 2009. Per quanto riguarda la cassa integrazione in deroga il 2009, anche per effetto dell’accordo sottoscritto nel maggio dello stesso anno in Regione Lombardia, si registra un aumento sia in termini di numero di istanze presentate dai datori di lavoro titolari di unità che per numero di lavoratori coinvolti. L’accordo infatti estende lo strumento della cassa integrazione non solo alle aziende con meno di 15 dipendenti ma anche ad altre aziende artigiane, del commercio e cooperative prima non rientranti nei requisiti di accesso alla cassa integrazione. Si segnala inoltre un forte aumento delle richieste anche nei primi due mesi del 2010. Da ultimo aumentano anche gli iscritti ai Centri per l’Impiego, ovvero coloro che si presentano agli sportelli provinciali per dichiarare la loro immediata disponibilità al lavoro ai sensi del decreto legislativo 181/00. Nel 2009 si sono presentati ai 5 Centri della provincia di Mantova oltre 11.600 persone, sostanzialmente equidistribuiti per genere. L’incremento rispetto al 2008 è stato del 26% e i maschi sono aumentati del 9% mentre le femmine diminuite del 7%. Vi è stato inoltre, sempre valutando la variazione percentuale dell’anno 2009 sull’anno 2008, un incremento del 12% dei giovani iscritti, con età inferiore ai 25 anni, e una diminuzione degli iscritti over 35. Questi dati evidenziano da una parte le difficoltà presenti per l’occupazione maschile che, storicamente nel Mantovano, meno risentiva delle contrazioni di mercato e dall'altra per i giovani che cercano di entrare nel mercato del lavoro. Il rapporto annuale 2009 sul mercato del lavoro in Provincia di Mantova, tracciato nel presente paragrafo introduttivo, mostra le evidenze principali dell'impatto della crisi economica sull'occupazione provinciale e sui settori economici che sono stati maggiormente coinvolti nella crisi che sta toccando l'intera economia nazionale e internazionale. I valori sempre più elevati di richiesta di cassa integrazione, da verificare successivamente in termini di utilizzo reale, l'aumento dei soggetti che si presentano ai centri per l'impiego al fine di ottenerne servizi per l'occupazione, l'utilizzo sempre più elevato di forme contrattuali flessibili per l'inserimento lavorativo abbinato alla diminuzione delle assunzioni sono certamente tra i fattori più evidenti della crisi in atto e del suo impatto sull'occupazione. Se da un lato, le politiche attuate sia a livello nazionale sia regionale, in accordo con le province, di ampliamento di accesso alla cassa integrazione hanno consentito di sostenere le aziende in maggiore difficoltà evitando un ricorso, altrimenti “quasi obbligato” al licenziamento con conseguenti evidenti sulla disoccupazione, dall'altro emerge sempre più una esigenza di cambiamento strutturale degli interventi in materia di mercato del lavoro. Lo scenario che la crisi ha aperto ha certamente una forte componente di carattere congiunturale ma nel contempo, come sopra richiamato, è una enfatizzazione di cambiamenti che precedono la crisi. La risposta ai cambiamenti in atto non può più essere rimandata e richiede alcuni punti di forte attenzione: la dinamicità sempre più elevata del mercato del lavoro aumenta l'esigenza di conoscere sempre più puntualmente e tempestivamente i fenomeni per programmare un uso più mirato della destinazione delle risorse economiche e degli interventi di politica attiva; gli indirizzi della Comunità Europea vanno nella direzione di politiche di welfare to work attraverso l'integrazione di politiche attive (servizi di accompagnamento al lavoro, formazione,ecc.) con le politiche passive (sostegno economico) al fine di rispondere e supportare le esigenze dei principali attori del mercato del lavoro: persone e imprese; servono nuove politiche di sviluppo dei mercati del lavoro capaci di valorizzare il tessuto delle imprese locali e il capitale umano che negli anni si è costituito nei territori.