Ieri nel primo pomeriggio conferenza stampa congiunta del sindaci di Calto Mauro Arrivabeni, di Castelmassa Eugenio Boschini, di Ceneselli Marco Trombini, di Castelnovo Bariano Massimo Biancardi accompagnato dal suo vice Francesco Masini. All’oggetto il progetto di unione-fusione di questi enti locali.
“Dopo le recenti notizie di stampa – ha esordito Arrivabeni – ci teniamo a far chiarezza in primo luogo nei confronti dei nostri cittadini. Intanto fra noi, in base anche ad una salda amicizia interpersonale, s’è già affrontato il problema: unione (consorzio di servizi); fusione (creazione di un ente locale unico). Siamo a metà mandato e nel 2014 ci sarà il federalismo fiscale, per cui vogliamo arrivare a quella data già pronti; sennò ci potrebbero mettere insieme per legge. In merito abbiamo già avuto un incontro veneziano con l’assessore veneto Ciambetti, grazie al consigliere regionale Corazzari. Prima di partire vogliamo vederci chiaro, valutare i pro e i contro. Entro l’anno avremo uno studio di fattibilità elaborato da esperti ed anche in questo Venezia ci darà una mano”. “Ad onor del vero – ha aggiunto Boschini – nell’incontro col sottosegretario di stato Francesca Martini io ho solo parlato della necessità consortile dei Comuni altopolesani ma non sono entrato nello specifico. Ribadisco che non c’è ancora niente di definitivo ma ormai, a fronte di risorse in progressiva diminuzione e di bisogni sociali sempre più pressanti, ci dobbiamo porre il problema come amministratori. Abbiamo insieme già diversi servizi ma bisognerà razionalizzarli ancora; poi la gente sarà coinvolta e, prima della fusione, la Regione indirà un referendum confermativo”. “L’Alto Polesine – ha proseguito Trombini – è chiamato, per la sua eccentricità geografica, Corno d’Africa, essendo stato sempre molto trascurato dalle istituzioni competenti, a differenza del Basso Polesine. In provincia 50 enti locali sono troppi. Fusione vorrebbe dire creare un unico Comune di 10.600 abitanti su una superficie di 86 kmq abbondanti, il secondo per dimensione dopo Porto Tolle, una realtà socio-economica importante. Teniamo, poi, presente (l’esempio di Porto Viro insegna) che se il referendum confermativo passerà, la Regione con una legge speciale per un decennio ci darà un cospicuo finanziamento straordinario. Ci saranno più risorse, servizi razionali, conteremo di più, potremo creare nuovi posti di lavoro”. “I nostri quattro Comuni – ha concluso Biancardi – hanno contiguità geografica, tranne Calto, comunanza di dialetto e di sensibilità collettiva, oltre ad una collaudata sinergia socio-economica. Ogni Comune conserverà la propria peculiarità e i servizi verranno razionalizzati, non cancellati! Il Pati va nella direzione della fusione e si potrebbe pensare anche in senso unitario a Melara e Bergantino. Se restiamo soli come ora, saremo destinati a soccombere”.


