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Le Chiese della Riviera del Po

biogas_004_320x240Anche se leggermente rallentati dal maltempo della scorsa settimana, alla località Cà Rossa sono in pieno svolgimento i lavori di preparazione dell'area, di circa 20.000metri quadrati, adiacente la Strada provinciale n. 34 “Ferrarese”, sulla quale sorgerà un impianto per la produzione e la valorizzazione del biogas di proprietà della FRI-EL Sermide Società Agricola srl con sede in Bolzano.


Dopo che il mese scorso le ruspe hanno portato a termine le operazioni preliminari di sbancamento, in questi giorni si provvede al consolidamento del terreno sul quale sorgerà il complesso vero e proprio. La prima opera è la costruzione sul posto di pali in cemento armato del diametro di circa un metro, per una profondità di circa 15 metri, che costituiranno le basi su cui poggeranno le parti fondamentali della centrale.

Progettista dell'opera è Biogas Energia s.r.l di Torino. Il direttore dei lavori è il geometra Gianfranco Chiari di Sermide, che si avvale delle consulenze della studio GE Ground Engineering s.a.s di Campolongo Maggiore (VE) ed ha come coordinatore della esecuzione e della sicurezza il geometra Paolo Menghini di Sermide.

Le imprese esecutrici sono le italiane Berlanda Fondazioni s.r.l di Padova e la Co.Ge.Fri. Infrastrutture s.r.l di Badia Polesine (Rovigo) e la tedesca Envitec Biogas AG di Saerbeck.

Abbiamo incontrato il geometra Gianfranco Chiari, che ci ha fatto il punto essenziale della situazione: “Tutta l'energia elettrica prodotta dell'impianto (di potenza complessiva di poco inferiore a 1 mega) viene immessa nella rete di distribuzione ENEL. Tutta la tecnologia adottata nella sua realizzazione è proveniente dalla Germania, dove è nata e si è sviluppata in assoluta avanguardia sul resto d'Europa. La materia prima che occorre al funzionamento di questo complesso è il mais, che viene raccolto in anticipo e cioè conferito con la pannocchia già formata ma ancora verde. Tuttavia, in un immediato futuro grazie al progredire della ricerca tecnologica, anche altri tipi di cereali a modesta valenza economica (come il sorgo o la soia) potranno essere utilizzati. E questa è appunto una buona opportunità che viene offerta agli imprenditori agricoli non solo di Sermide e delle frazioni ma anche di tutti i paesi del circondario: a loro è data una valida alternativa per vendere al meglio e trarre positivi vantaggi finanziari dai loro sforzi.”

Abbiamo incontrato anche Marco Talassi, titolare della omonima azienda agricola situata nelle immediate vicinanze della centrale, senza dubbio un pioniere in questo campo: ”Credo molto nello sviluppo di questo genere di strutture perchè ritengo importantissimo l'impiego e lo sfruttamento delle energie alternative. Una parte dell'energia prodotta sarà recuperata ed usata per la produzione di acqua calda, fondamentale per il funzionamento delle mie serre, nelle quali coltivo le piantine dei miei prodotti. Il materiale esausto di fine fermentazione (quello cioè trasformato dalla flora batterica) verrà utilizzato come ammendante dei terreni. E' infatti un concime organico di pregevole qualità che consente non solo un buon rendimento come fertilizzante ma anche un confortante risparmio nell'uso di concimi di sintesi chimica. Il tutto a vantaggio anche della resa finale dei prodotti sia sotto l'aspetto qualitativo che quantitativo. In un prossimo futuro, seguendo gli sviluppi della ricerca tecnica e le sue applicazioni pratiche, non escludo che come materiale greggio si potranno utilizzare gli scarti ed i cascami delle più svariate produzioni agricole come angurie, meloni, pomodori.”

La fine dei lavori e la conseguente entrata in funzione del complesso è prevista per il prossimo mese di dicembre.

NELLA FOTO: l'escavatore semovente cingolato con la torre di trivellazione impegnato nell'opera di palificazione dei punti sui quali sorgerà il fermentatore, con le betoniere dal braccio telescopico pronte all'erogazione della colata di calcestruzzo.