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Le Chiese della Riviera del Po

Mezzi_abbandonati_280x240Chi visse quei giorni del 1945 non li ha più dimenticati. A distanza di oltre sessant'anni la memoria è ancora viva anche nei particolari in apparenza poco significativi. Il 25 aprile si celebra l’anniversario della liberazione d’Italia dalla occupazione dall’esercito tedesco e dal governo fascista. Di seguito pubblichiamo uno dei tanti ricordi di un testimone degli ultimi giorni di guerra nel territorio sermidese.

"Già alla metà di aprile 1945 erano cominciati ad arrivare a Caposotto i convogli di soldati tedeschi in ritirata. Questi uomini avevano una gran fretta di oltrepassare il Po, la maggior parte aveva la faccia stravolta, terrorizzata. Entravano quasi tutti nelle case alla ricerca di qualunque oggetto potesse sembrare utile ad attraversare il Po: porte, finestre, mastelli di legno, assi per il bucato, addirittura i “còrac”, ma pochi di essi sono riusciti nel loro intento. I primi soldati alleati che ho visto erano a piedi in un piccolo gruppetto: alcuni erano di colore. Imbracciavano tutti il mitra, avevano le giberne piene di caricatori ed attaccate al cinturone parecchie bombe a mano. Ricordo bene anche un episodio al quale ho assistito e che per me è stato di inspiegabile e gratuita crudeltà. Alcuni soldati tedeschi, forse gli ultimi fuggitivi, erano dentro una “navàsa” e faticosamente, usando sia le braccia che qualche tavoletta di legno come remi, si dirigevano verso la spiaggia di Calto. Si trovavano ormai quasi dall'altra parte della riva, quando è arrivato sull'argine un carrarmato americano. I soldati che c'erano sopra hanno gridato ripetutamente ai tedeschi di fermarsi. Non so affermare se non avessero sentito quelle intimazioni o le avessero intenzionalmente ignorate, ma i tedeschi hanno continuato energicamente a remare con le mani e con le braccia. Allora la torretta del carro ha roteato lentamente verso il fiume e quando il cannone è giunto nella esatta traiettoria dei fuggitivi, è partito un colpo che non ha lasciato scampo a quei poveracci.

Uno scenario davvero raccapricciante era a ridosso della riva del Po, dove giacevano molti cadaveri di soldati tedeschi morti annegati. Corpi mezzi nudi, impigliati con gli indumenti nei rami, nella frasche, nei tronchi, galleggiavano sballottati dalla risacca o trascinati via dalla corrente. Nelle campagne, nei pioppeti vicino all'argine e lungo la rotabile sull'argine stesso, c'erano gli automezzi militari ed una grande quantità di materiale bellico abbandonato.

In assoluta libertà scorazzavano per i campi anche i cavalli ed i muli utilizzati dai tedeschi come animali da soma e da tiro per i loro carriaggi militari. Tutti in paese andavano a rovistare in quella confusione, alla ricerca di qualche cosa di utile da portare a casa..."

 

(testimonianza di D.T. tratto da "Sermide, un paese in guerra")