I “testimoni di giustizia” non sono “collaboratori di giustizia”, in quanto non hanno mai fatto parte di organizzazioni criminali ma hanno soltanto esercitato il loro diritto-dovere di testimoniare contro le attività criminali, e per questo hanno perso casa, lavoro e libertà di vivere una vita civile comune.
Oggi in Italia decine e decine di testimoni di giustizia sono abbandonati a se stessi, in attesa di avere dallo stato non solo la protezione che era stata loro garantita, ma persino un lavoro per poter vivere.
Buona parte dei 70 testimoni di giustizia italiani hanno più volte manifestato per chiedere il rispetto degli accordi presi, protezione e lavoro.
E le donne testimoni di giustizia, spesso provenienti da famiglie mafiose, che con coraggio decidono di tagliare i legami con quel mondo criminale e con l’omertà nella quale sono cresciute per proteggere e dare ai loro figli una vita normale, non hanno ancora trovato nello Stato la dovuta protezione.
E in Calabria, ma anche in Lombardia, alcune donne che si sono ribellate al sistema mafioso sono state massacrate senza pietà o spinte al “suicidio” ingerendo acido muriatico, acido che è ormai divenuto la nuova arma letale della criminalità organizzata.
Lo dimostrano alcuni episodi avvenuti in questi ultimi mesi:come la storia della giovane mamma di 3 bambini, Maria Concetta Cacciola, di 31 anni, testimone di giustizia da alcuni mesi che è stata costretta al “suicidio” ingerendo acido muriatico il 22 agosto 2011 e di Tita Buccafusca, anche lei giovane testimone di giustizia,di anni 38, che si è “suicidata” sempre con l’acido, 4 mesi prima, il 16 aprile 2011. La scomparsa di queste due giovani donne e di altre testimoni di giustizia evocano anche quella di un'altra donna legata alla 'ndrangheta, Lea Garofalo, ex testimone di giustizia rapita alla stazione di Milano il 24 novembre 2009, interrogata brutalmente, torturata, uccisa con un colpo di pistola alla nuca e poi il corpo sciolto nell’ acido in un capannone di Monza. Lea Garofalo, in una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica e inviata a vari giornali (che la pubblicarono solamente dopo il suo assassinio) scrisse queste parole: “Oggi e dopo tutti i precedenti mi chiedo ancora come ho potuto anche solo pensare che in Italia possa realmente esistere qualcosa di simile alla Giustizia”. Queste parole sono di una giovane madre, disperata, che aveva trovato il coraggio di rompere i rapporti con la propria famiglia e di denunciare molte persone, in nome della dignità, di un’esistenza da vivere all’insegna della legalità e allo stremo di tutte le proprie forze.
Purtroppo queste dolorose storie e la precarietà che caratterizza la vita degli altri testimoni di giustizia conferma come ancora una volta la partita a scacchi tra lo Stato e le mafie, vede lo Stato sconfitto: sconfitto anche da se stesso e dalla sua superficialità, incapace di proteggere e soprattutto di dimostrare che stare dalla parte della giustizia conviene.
La situazione dei testimoni di giustizia è stata affrontata più volte in Parlamento e in particolare da Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno dell’ex-Governo Berlusconi, Governo che in questi ultimi anni ha sistematicamente tentato di smontare i programmi di protezione e che nel 2008 aveva respinto l’adozione del provvedimento che chiedeva l’inserimento dei testimoni di giustizia nella Pubblica Amministrazione.
La petizione che tutti siamo invitati a sottoscrivere in questi giorni chiede al Presidente Giorgio Napolitano e al Parlamento di attivarsi per una maggior protezione e tutela dei testimoni di giustizia da parte dello Stato.
Diamo voci a tutte quelle donne e uomini che han perso la vita o che sono costretti ad abbandonare la loro terra e a cambiare la loro vita, semplicemente perché han scelto di mettersi dalla parte della giustizia e della verità. Non possiamo più accettare di dover considerare dei cittadini normali alla stregua di eroi perché, come disse Bertolt Brecht è “sfortunato quel popolo che ha bisogno di eroi” e ricordiamoci anche che “la mafia uccide e il nostro silenzio, la nostra indifferenza pure”.
firma su
http://www.petizionionline.it/petizione/tutela-per-i-testimoni-di-giustizia/5444
e diffondi con tutti i mezzi la
PETIZIONE PER GARANTIRE LORO LAVORO E SICUREZZA


