Dai primi di dicembre un gregge transumante trentino da svernando sull’argine del Po, essendo arrivato a Melara su autotreni ad hoc.
Sentiamo il proprietario Paolo Rocca.
“Ho 39 anni – racconta – e faccio il pastore dal 1995. Vengo da Cavalese in Val di Fiemme e guido 1.050 pecore, 20 capre, 5 asini, 3 cani da armento. Mi aiuta il giovane socio Michele Dalla Bona e mia figlia Lucia 16enne; per le vacanze natalizie ci fa compagnia pure la sorella 11enne Cristina, in quanto ama assai le pecore ma da lunedì prossimo ritornerà a scuola
”.
“Per un mese abbiamo pascolato – continua – tra Bergantino e Castelnovo Bariano; il 5 gennaio siamo passati velocemente sull’argine a Castelmassa (lì non c’è pascolo) e ci siamo fermati a Calto, dove c’è ampio spazio e vi resteremo per un po’. Stiamo svernando in Alto Polesine, una bella zona e sino a fine aprile arriveremo a Polesella, poi ritorneremo in Trentino in camion per i pascoli estivi. Siamo in perfetta regola a livello sanitario e burocratico e, come vede, gli animali sono ben nutriti e in carne. Per questo mestiere occorre grande passione e una spiccato amore per gli animali e la natura; molti giovani non seguono le nostre tracce per i sacrifici che questo mestiere comporta, peccato. Sulle mie montagne ci sono molti armenti e la Provincia Autonoma di Trento ci dà dei contributi per l’alpeggio estivo onde mantenere pulita e viva la montagna. Noi trentini (ma è così un po’ dappertutto sulle Alpi) stiamo riscoprendo la pastorizia, ritornata remunerativa ed alleviamo solo pecore da carne, che cediamo agli extracomunitari di fede musulmana per il Ramadan di novembre; abbiamo creato razze ad hoc. Al contrario in Sardegna i pastori lavorano per il latte
”.
“Gli asini ci servono per guidare il gregge, le capre per dare il latte alle pecore che hanno figliato ma qualcuna ha poco latte per gli agnelli che, appena nati, sono già pimpanti. Io sono qui a svernare in Polesine per la prima volta e ci ritornerò; un mio compaesano, Mario Nick Teatino, ci è giù venuto dal 2000 in poi e lui conduceva il gregge dal Trentino al Polesine e ritorno attraverso il Brenta percorrendo gli argini del Po e dell’Adige. Ho trovato buona accoglienza a Melara e nei paesi vicini e alcune scolaresche ci hanno fatto visita a livello didattico. Qui – conclude - vi sono pascoli abbondanti, le pecore si nutrono bene e l’inverno non è troppo rigido. Quando piove il gregge rimane all’aperto, ogni sera viene recintato e, se nevica, devo ricorrere a balle di fieno per il nutrimento. Di notte siamo fermi e noi dormiamo il roulotte, avendo a livello logistico furgoni e automobili. C’è un gregge di Cerea della ditta Faben, che viene spesso sul Po, come noi ma non fa transumanza estiva
”.