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Le Chiese della Riviera del Po

neve_chimica_320x240Non nuovo in zone ben definite del paese e della periferia il fenomeno della neve chimica, caduta copiosa ieri mattina nella zona della Cargill a causa del vapore acqueo che esce dalle unità produttive, del freddo, della nebbia e del gelo concomitanti. 

In centro si pattinava per la coltre bianca che aveva coperto tutto fra le vie Battisti, Risorgimento, Pasi e le piazze della Repubblica e Libertà; già nell’area dell’istituto d’arte ce ne’era, però, già meno e a San Martino il fenomeno era quasi scomparso, mentre in via Gavioli verso Calto tutto bianco. I centri limitrofi ne sono rimasti immuni. “La neve chimica esiste da anni nei paesi industrializzati”, ci dice il prof. Mario Salomoni, già docente di chimica organica all’Iis L. Einaudi di Badia P. (indirizzo biologico-sanitario) ed ora in pensione; “sono molteplici le cause: alto tasso di umidità nell’aria; temperature rigide e smog in giorni siccitosi come questi. Quando il tasso di Pm10 è elevato questo si combina con freddo ed umidità, tipo la nebbia tanto che agglomerati di queste particelle si formano nell’aria e, per la loro pesantezza, precipitano”. Il prof. Daniele Borghi, sempre all’Einaudi, insegna ecologia al liceo tecnico indirizzo ambiente ed ha già lavorato nell’industria. “Si tratta di smog e dove ci sono stabilimenti la quantità aumenta, tipo le molecole a simmetria esagonale che possono combinarsi con l’umidità e ghiacciare in presenza di nebbia, come ieri a Castelmassa. La Cargill vomita nell’aria solo vapore acqueo, essendo alimentata da una propria centrale a termo gas senza fumi per cui la neve chimica che crea ogni tanto non è inquinante; stesso fenomeno me lo ricordavo alla Montedison di Ferrara”.  Il negoziante Beniamino Mazzali dice che il “fenomeno si ripete ogni tanto e dà un tocco invernale ad una stagione fredda ma senza precipitazioni”. La collega Lucia Ferrucci aggiunge che “già al cimitero sulla provinciale per San Pietro Polesine non c’è più niente”. Il prof. Roberto Bernardelli rileva “la bellezza nordica del paese anche se si scivola parecchio sia in macchina che a piedi ora alle 8 in orario di punta”. Alcuni ragazzi che stanno attendendo la corriera per Sermide, dove studiano da geometra, pattinano letteralmente in via V. Veneto ma si dicono “felici per il raro evento meteo che ci ricorda d’essere in pieno inverno”. Dalle 7 alle 9 la circolazione è stata intralciata dall’improvviso ghiaccio e le auto senza gomme termiche hanno avuto qualche difficoltà specie agli incroci, in tarda mattinata tutti s’è risolto. Nei prossimi giorni la neve chimica potrebbe ripresentarsi dato che c’è ancora alta pressione, gelo e nebbia.