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Le Chiese della Riviera del Po

LITALIA_SONO_ANCHIO_320x85“Ricordare” è un verbo inclusivo, aperto, capace di abbracciare passato e presente. Ma la sua forza linguistica e teorica si compie quando si trasforma in azione, quando gli storici insegnamenti umani si traducono in fatti e buone pratiche, che seppur fatte di piccoli passi, ci fanno avanzare come uomini e donne, cittadini e cittadine. 

In questo momento dedicato al ricordo, come in tutto il resto dell'anno, la campagna per la raccolta firme de “L’Italia sono anch’io” a Mantova prosegue e anzi sta entrando nel vivo con una serie importante di eventi. Ricordiamo che la campagna nazionale è nata per riformare la normativa sulla cittadinanza e per promuovere due leggi di iniziativa popolare in armonia con l’art. 3 della Costituzione che sancisce il principio dell’uguaglianza e impegna lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento:
la prima proposta intende riformare la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi di studio, lavoro e di vita;
la seconda vuole riconoscere alle persone migranti il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di responsabilità sociale e politica.

I prossimi appuntamenti della campagna sono:
il 28 gennaio alle ore 16.00 presso la Sala delle Capriate, P.zza L.B. Alberti, Mantova, banchetto di raccolta firme in occasione dell’incontro “Dalla Costituzione all’Europa – Crisi economica o opportunità politica?” con la presenza di Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale. Evento organizzato da Acli, Libertà Giustizia, Associazione Libera, Arci Mantova e Mantova Democratica.
il 29 gennaio alle ore 15.00 in P.zza Sordello, Mantova banchetto di raccolta firme durante la Marcia della Pace.
il 30 gennaio alle ore 17.00 presso il Palazzo della Ragione, Mantova, banchetto di raccolta firme durante la presentazione da parte di Articolo 3. Osservatorio sulle discriminazioni de Il presente della memoria – IV Rapporto sulle discriminazioni.
il 31 gennaio alle ore 20.00 presso il Teatro Bibiena, Mantova, banchetto di raccolta firme prima e dopo lo spettacolo in programmazione in occasione della commemorazione della giornata della memoria, Moni Ovadia Oltre i confini. Ebrei e Zingari.
il 5 febbraio alle ora 15.30 presso la Sala Bazzani a Castel Goffredo presentazione del libro Inospitale terra promessa, di Morteza Latifi Nezami, edizioni la meridiana, 2011 da parte a cura di
Cactus - Associazione per la civile convivenza di Castel Goffredo. Insieme all'autore saranno presenti: Reza Rashidy, curatore del progetto "Racconti di vita" della Casa della Cultura Iraniana di Venezia, Claudia Miloni, comitato "L'Italia sono anch'io" di Mantova, Farid Ahmed, coordinamento immigrati di Castiglione delle Stiviere. Sarà presente un banchetto di raccolta firme.
Il 10 febbraio alle ore 20.30 presso l’auditorium I.T.C.,  piazzetta Orefice, Viadana ci sarà un incontro pubblico promosso dal comitato “L’Italia sono anch’io”:
Presenterà la serata Paolo Zanazzi, consigliere delegato politiche immigrazione del comune di Viadana. Saranno ospiti: Elena Magri, ass. alla coesione sociale e alle politiche dell’immigrazione della Provincia di Mantova, Aly Baba Faye, sociologo senegalese esperto di immigrazione, Suor Etra Modica, Usmi- migrantes Roma, On. Livia Turco, presidente forum immigrazione Partito Democratico. Sarà presente un banchetto di raccolta firme.

Ricordiamo che la campagna prosegue fino al 10 febbraio, e si potrà firmare anche nei seguenti comuni: Mantova, Castiglione delle Stiviere, Asola, Ostiglia, Suzzara, Viadana, Porto Mantovano, Curtatone, Castel Goffredo, Virgilio, Goito, San Giorgio, Gonzaga e Pegognaga.

Alleghiamo scheda sintetica sulle proposte di legge.
Il Comitato ringrazia tutte le Istituzioni e le Associazioni che collaborano alle iniziative in programma dimostrando la loro preziosa disponibilità.

Il comitato “L’Italia sono anch’io” di Mantova è ad oggi composto da:
Acli Mantova
Anolf Cisl
Arci Mantova
Arci Nelson Mandela
Assoc. Equatore
Assoc. Scuola senza frontiere
Assoc. Sucar Drom
Auser Mantova
Caritas Diocesana
Cisl Mantova
Cgil Mantova
L’Altro Festival
Consorzio Sol.Co. Mantova
Libera Mantova
Osservatorio articolo 3
Uil Mantova

Sarà possibile firmare le due proposte nelle Segreterie comunali dei comuni capofila (Mantova, Castiglione delle Stiviere, Asola, Ostiglia, Suzzara, Viadana) oltre che nei comuni più popolosi, come Porto Mantovano, Curtatone, Castel Goffredo, Virgilio, Goito, San Giorgio e Gonzaga a partire dal 3 novembre. La raccolta firme è prevista anche durante le iniziative del comitato mantovano.

 E’ cittadino per nascita chi è nato da cittadini italiani. Se i genitori stranieri sono diventati cittadini italiani, anche il figlio diventa cittadino italiano. Per lo stesso principio dello jus sanguinis, se il minore è nato in Italia ma i genitori non sono cittadini italiani, il figlio all’Anagrafe viene iscritto come straniero. Può diventare cittadino italiano solo dopo il compimento del 18° anno, se lo richiede e se risulta ininterrottamente residente su suolo Italiano senza cancellazioni dall’anagrafe dalla residenza di 6 mesi e se, all'atto dell'acquisto, è residente e fa parte del nucleo famigliare di origine.
Se non presenta questa richiesta entro l’anno previsto, può chiedere la naturalizzazione con il requisito di 3 anni di residenza legale e ininterrotta.
La proposta:
chi nasce in Italia da almeno un genitore legalmente presente da un anno è Italiano
La proposta di legge della campagna L’ITALIA SONO ANCH’IO riguardo i nativi introduce lo ius soli: sono cittadini italiani i nati in Italia che abbiano almeno un genitore legalmente soggiornante, il quale ne faccia richiesta. In secondo luogo prevede che siano Italiani i nati da genitori nati in Italia, a prescindere dalla condizione giuridica di quest’ultimi: un principio che va a risolvere situazioni paradossali di bambini che nascono da adulti nati in Italia e non italiani e riproducono una condizione di limbo ingiustificata, una sorta di apolidia familiare che non può essere in alcun modo accettata.
Legge 91: la naturalizzazione non distingue minori non nativi e adulti
La attuale legge 91 non fa differenza tra i minori non nati in Italia, anche se vi trascorrono la loro infanzia e la loro formazione, e gli adulti. I minori non nati in Italia sono stranieri a tutti gli effetti, sono sul suolo Italiano con permesso di soggiorno e a 18 anni per diventare cittadini italiani debbono dimostrare 10 anni di residenza legale ininterrotta, con lavoro o studio regolari, come tutti gli altri stranieri. Sono i casi più ricorrenti, compresi molti nati in Italia che non hanno potuto per varie ragioni conservare il vantaggio della nascita e che si vedono equiparati ai tanti migranti stranieri regolari. In compenso la legge prevede la cittadinanza per chi, nato all’estero, può dimostrare la discendenza da cittadini italiani.
Decide il Viminale
La cittadinanza viene acquistata con domanda al prefetto, proposta dal Ministero dell’Interno e con decreto del Presidente della Repubblica.
La proposta:
jus soli per minori non nativi e che vanno a scuola
La proposta di legge della campagna L’ITALIA SONO ANCH’IO riconosce un diritto per i tantissimi minori che crescono e vivono in Italia da italiani: i bambini e le bambine che, nati in Italia da genitori privi di titolo di soggiorno, o entrati in Italia entro il 10° anno di età, vi abbiano soggiornato legalmente, possono diventare italiani con la maggiore età se ne fanno richiesta entro due anni. Un percorso che dà una certezza ai bambini e alle bambine di poter diventare cittadini una volta maggiorenni. Inoltre, su richiesta dei genitori, diventano cittadini italiani i minori che hanno frequentato un corso di istruzione.
Adulti: per la cittadinanza 5 anni e su proposta del Sindaco
La proposta di legge della campagna L’ITALIA SONO ANCH’IO propone di impegnare i Sindaci, come vertici delle istituzioni più vicine ai cittadini e in un principio di territorialità, nel ruolo di presentazione al Presidente della repubblica della istanza di cittadinanza. La domanda inoltre può venire presentata da uno straniero legalmente soggiornante da 5 anni (e non da 10 anni).
LA PROPOSTA DI LEGGE PER IL DIRITTO DI VOTO ALLE AMMINISTRATIVE
La Campagna L’ITALIA SONO ANCH’IO presenterà come proposta di legge di iniziativa popolare il progetto di legge per la partecipazione politica e amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza a di nazionalità che l’Anci ha elaborato nel 2005. L’Associazione dei Comuni ha confermato al Comitato il proprio sostegno a questa proposta che di fatto mette in atto un principio contenuto nella Convenzione di Strasburgo del 1992 sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale che il nostro Paese non ha ratificato alla lettera C, che riguarda proprio il diritto di voto.
Il coinvolgimento diretto degli stranieri che vivono e lavorano stabilmente in Italia nella vita politica, anche mediante conferimento dell’elettorato attivo e passivo, è urgente non solo perché si pone nei confronti di queste persone il problema dell’applicazione del principio che è alla base della democrazia in Europa, ossia il principio per cui non può negarsi la partecipazione alle decisioni pubbliche di chi continuativamente contribuisce al loro finanziamento mediante il prelievo fiscale, ma anche perché il voto degli immigrati diventa oggi una garanzia di buon governo, anzitutto per le Regioni e le Amministrazioni locali.
La proposta:
diritto di voto in città, province e regioni per stranieri in possesso di titolo di soggiorno da 5 anni per il suffragio universale nelle comunità locali
La proposta Anci, che la Campagna assume, afferma che “la partecipazione alla vita politica ed alle attività di pubblica amministrazione, comprensiva del diritto di accesso e della partecipazione al procedimento amministrativo, è assicurata a tutti, senza discriminazioni in base a cittadinanza o nazionalità”: Il diritto di elettorato attivo e passivo nelle elezioni comunali, provinciali,, concernenti le città metropolitane e le Regioni è garantito anche a chi non sia cittadino italiano, quando abbia maturato cinque anni di regolare soggiorno in Italia.
Gli statuti ed i regolamenti degli enti locali disciplinano altre forme di partecipazione degli stranieri alla vita politica ed amministrativa.