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Le Chiese della Riviera del Po

logo_CGIL_160x240“L’attività di vigilanza e controllo del lavoro nero e irregolare si dimostra un investimento, oltre 700mila euro di risorse recuperate e il 46% delle ispezioni fatte risultano irregolari”. Sono questi i risultati presentati dalla Commissione centrale di coordinamento sull'attività di vigilanza riferiti all’attività del 2011, grazie ai quali per la prima volta veniamo a conoscenza dell’attività ispettiva e di vigilanza della Provincia di Mantova.

La Cgil analizza così i dati dell'ispezione, confermando la tesi già sposata da tempo: l'esplosione dei rapporti a chiamata e con vouchers rappresenta una destrutturazione di rapporti di lavoro stabili e tutelati, linea confermata dallo stesso Ministero del Lavoro.

Questo è motivo di soddisfazione per chi, come noi spesso in totale isolamento, questa tesi l'aveva sostenuta negli anni passati, ma soprattutto ha un enorme valore nell'attuale confronto in corso con le associazioni datoriali e il Governo sulla rivisitazione e la cancellazione delle tipologie d'impiego” commenta il segretario della Cgil di Mantova Massimo Marchini.

Tenuto conto della contrazione occupazionale causata dalla crisi, il sommerso non sembra diminuire. Ma ne cambiano le forme. Non diminuiscono le irregolarità e lavoro nero, nonostante siano entrate in vigore, a partire dal mese di novembre 2010, le nuove disposizioni introdotte dal c.d. Collegato lavoro (art. 4, L. n. 183/2010) che hanno sensibilmente ridotto il campo di applicazione della disciplina sanzionatoria.

Va infatti evidenziato che, prima di tali modifiche, il lavoro in nero era punibile sia se riferito ai rapporti di natura subordinata che autonoma mentre, a partire dal 24 novembre 2010, risulta sanzionabile nelle sole ipotesi di lavoro subordinato.

Si conferma che il settore terziario è quello maggiormente a rischio di lavoro sommerso. I dati mettono in evidenza che hanno inciso anche la diffusione di contratti flessibili, in particolare nelle forme “intermittente” e “accessorio” in alcune aree territoriali - tra cui la Lombardia - ed in alcuni settori specifici come quello turistico e dei pubblici esercizi, oltre agli appalti illeciti e ai fenomeni della somministrazione illecita di lavoratori. Queste violazioni si riscontrano in particolare anche nei settori della logistica, del trasporto e dei servizi alla persona nei quali risulta frequente anche il ricorso a forme di cooperazione “spuria” o comunque non genuina.

Inoltre, l’attività ispettiva è “redditiva”, perchè si tratta di una funzione sostanzialmente “autofinanziata”. “Per questo chiediamo al Governo di potenziare i servizi ispettivi per realizzare un grande piano ispettivo di vigilanza per contrastare il lavoro nero e irregolare, e in particolare chiediamo agli organi ispettivi mantovani di indagare sulle molte forme di appalto nei settori della logistica e dei servizi, dove spesso si annidano fenomeni di cooperative che fanno della irregolarità dei rapporti di lavoro il loro unico elemento competitivo.

Molta attenzione va rivolta al settore dell’agricoltura e dei servizi sulla crescita esponenziale dell’uso dei voucher – buoni lavoro. In questo Mantova è la prima provincia in Lombardia” conclude Marchini.

 

 

Valeria Dalcore - Ufficio stampaCgil Mantova

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