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Le Chiese della Riviera del Po

dimissioin_in_bianco_299x240In occasione della giornata di mobilitazione nazionale contro le dimissioni in bianco, di giovedì 23 febbraio, anche a Mantova una delegazione di donne che hanno sostenuto “188 firme per la legge 188” saranno ricevute dal Prefetto. A lui consegneranno una lettera, indirizzata al Governo, al Parlamento e in particolare al Ministro Fornero, con la quale si chiedera' di condividere la battaglia che stanno conducendo, e di agire di conseguenza.

L'iniziativa ha l'obiettivo di sensibilizzare il Paese sulla necessita' che questa pratica medioevale venga abolita e nasce dalla volonta' di ripristinare la legge 188, approvata nel 2007 , per impedire le "dimissioni in bianco", illegittime ma ampiamente usate dai datori di lavoro al momento dell'assunzione delle donne.

Questa pratica consiste nel far firmare, al momento dell’assunzione, una dichiarazione autografa e non datata di dimissioni, a cui il datore del lavoro può apporre la data a suo piacimento. Secondo fonti Istat, questa prassi riguarda il 15% dei contratti a tempo indeterminato e ne hanno fatto esperienza diretta quasi 2 milioni di lavoratori, di cui 800mila donne, il 90% delle quali a seguito di una gravidanza.

Tale fenomeno rappresenta il 10% delle controversie di lavoro, e nell’80% dei casi resta impunito a causa delle difficoltà probatorie dipendenti dall’apposizione della firma autografa in calce alla lettera di dimissioni.

"Una pratica indecente che non ha uguali in Europa - afferma Claudia Miloni della Segreteria CGIL di Mantova- utilizzata spesso per "sbarazzarsi” delle lavoratrici nel caso di eventuali gravidanze. Con la mobilitazione in tutte le città chiediamo chela maternità diventi sempre più un valore sociale per l’intera collettività invece che un rischio economico”.

La Legge 188 aveva individuato un modo semplice ma efficace per contrastare uno dei piu' odiosi stereotipi contro il lavoro femminile che considera le donne come un peso di cui sbarazzarsi alla prima occasione, ma ebbe vita breve e fu cancellata in uno dei primi provvedimenti del precedente governo.