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Le Chiese della Riviera del Po

Consulta_Presidenti_320x240Le Province resteranno ma a scegliere i vertici politico-amministrativi sarà un numero ristretto di persone. Da una elezione da parte di tutti i cittadini, si passerà a una votazione ristretta da parte di sindaci e consiglieri comunali. Questo, in sintesi, il quadro che si prospetta alla luce dell’articolo 23 del Decreto Salva Italia. La situazione è stata esposta dettagliatamente questa mattina a Palazzo di Bagno nel corso della Consulta dei Presidenti dei Consigli Provinciali della Lombardia.

 

Da una norma che prevedeva un ente svuotato delle sue funzioni si è passati a un’altra in cui di fatto si lasciano alle Province le funzioni proprie fondamentali ma non si lascia più la possibilità ai cittadini di scegliere presidenti e consiglieri - ha detto aprendo i lavori Simone Pistoni, presidente del Coniglio Provinciale di Mantova -. Se un ente si occupa di funzioni che toccano la vita della gente, è giusto che siano queste stesse persone a eleggere gli amministratori”.

All’ordine del Giorno della Consulta di oggi c’era anche la situazione sui ricorsi delle Regioni al decreto “Salva Italia”: in tutto sono state 7 le Regioni a fare ricorso: Lombardia, Veneto, Piemonte, Lazio, Molise, Campania e Friuli Venezia Giulia. A tal proposito il pronunciamento è atteso per i primi di maggio.

Oggi non si parla più di scioglimento delle Province e non c’è più lo sforzo di depotenziarle – ha rimarcato Bruno Datei – presidente del Consiglio provinciale di Milano e coordinatore della Consulta regionale dei presidenti di Consiglio Provinciale della Lombardia –. L’intento è quello di riformarle e contenerle facendole diventare enti di secondo livello. Il risparrmio effettivo che si avrà è quello delle spese di elezione del Presidente della Provincia e del Consiglio Provinciale”.

In discussione anche l’ipotesi di organizzare un’altra giornata di mobilitazione nazionale dopo quella del 31 gennaio, a favore della salvaguardia delle Province”.