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Le Chiese della Riviera del Po

logo_prov_nuovoAvanti con il sistema attuale di cattura e invito agli agricoltori a collaborare con la Provincia per contenere la diffusione delle nutrie nelle campagne mantovane secondo le modalità previste dal Piano di controllo provinciale.

E’ la proposta che il numero uno di Palazzo di Bagno Alessandro Pastacci e l’assessore con delega alla caccia Maurizio Castelli hanno illustrato ieri ai referenti delle associazioni professionali del mondo agricolo. Nel corso dell’incontro sono stati illustratati alcuni dati che hanno confermato la validità del sistema di cattura delle nutrie oggi in uso: basta pensare che nel 2011 ne sono state catturate circa 28 mila (tutte poi consegnate a un apposito centro dove sono state incenerite), pari circa al 90 per cento dell’ammontare complessivo delle catture (il restante 10% è infatti avvenuto con lo sparo). “Il sistema delle trappole funziona e ogni anno aumenta il numero dei capi bloccati nelle gabbie – ha spiegato l’assessore Castelli -. E’ ovvio che il fenomeno nutrie ha assunto dimensioni tali che il metodo, per essere ancora più efficace, va ulteriormente migliorato, diffondendolo ulteriormente nel territorio”. Cosa fare allora per contenere la diffusione di questi erbivori che in pochi anni hanno eroso argini e fossi trasformandosi in una vera e propria emergenza tanto da pensare alla necessità di un intervento di riequilibrio ambientale? “La soluzione dello sparo presenta numerose difficoltà tanto da non poter essere suggerita come unica soluzione di controllo delle nutrie – ha rimarcato Castelli -. Nel mantovano sono una decina i Comuni che hanno emesso ordinanze in tal senso ma a nostro avviso non è questa la via da percorrere. Infatti il sistema delle trappole funziona se vi è una buona rete di volontari disposti a posizionare le gabbie e a catturarle. Questo è produttivo nei Comuni dove sono presenti volontari e a questi viene riversato il rimborso di oltre 6 euro per ogni nutria catturata. Da qui la nostra proposta alle associazioni del mondo agricolo affinché si facciano portatrici del nostro progetto con i oro associati in modo da poter catturare le nutrie anche dove attualmente le catture sono molto modeste”. La Provincia in sostanza èdisponibile a fornirele gabbie per la cattura delle nutriecome previsto dal Piano di contenimento provinciale. Inoltre gli uffici dell’amministrazione provinciale si stanno attivando anche con l’Asl per verificare la possibilità di concedere agli agricoltori la facoltà di sotterrare le nutrie (fino a 5 chilogrammi) direttamente nei propri appezzamenti così come avviene in altre province della Lombardia.