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Le Chiese della Riviera del Po

logo_CGIL_160x240Paradossalmente anche in quei settori dove la crisi morde in modo meno profondo, vi

sono lavoratori che perdono il posto di lavoro.

Succede alla Casa di Riposo di Sermide dove invece di effettuare processi di stabilizzazione dei lavoratori si effettua l’operazione inversa, quella di precarizzarli e lasciarli a casa. A fine gennaio apprendiamo dai lavoratori della coop, che ha in appalto la gestione socio assistenziale di un nucleo della Fondazione, l’intenzione della stessa di voler procedere dal 1 aprile 2012 alla internalizzazione di quel servizio oggi gestito dalla coop Sinergie. “La nostra organizzazione ha chiesto immediatamente un incontro alla direzione della Fondazione per condividere un accordo sulla re-internalizzazione del servizio e come garantire continuità lavorativa a tutti i lavoratori presenti nell’appalto. All’incontro che è stato programmato, dopo oltre un mese e mezzo dalla richiesta, abbiamo appreso atto della volontà dell’azienda di voler assorbire solo una parte dei lavoratori della cooperativa precisamente 3 su 8 senza motivare con dati di fatto la propria decisione a carico dei lavoratori esclusi. A niente sono valse le nostre proposte per salvaguardare i posti di

lavoro, visto l’indisponibilità della Fondazione a condividere un accordo per la garanzia dei livelli occupazionale di tutti i lavoratori presenti nell’appalto. Credo che sia utile ricordare che queste persone lavorano da svariati anni presso la Fondazione, con le varie cooperative che si sono avvicendate, oggi, ci sembra alquanto cavilloso e pretestuoso utilizzare il “potere datoriale ” come discriminante all’assunzione” spiega Umberto Chiricone, segretario Fp Cgil.

 

I motivi per cui oggi si lasciano a casa dei lavoratori, vorremmo che siano esplicitati e spiegati. Si prende a pretesto il fatto che non vi è un obbligo contrattuale all’assunzione, per voler assumere chi si vuole per motivazioni che non hanno niente a vedere con il merito e il valore. Forse è vero che non vi è un obbligo contrattuale, ma sicuramente vi è un obbligo etico, morale verso queste persone che senza ragioni perdono il posto di lavoro su cui hanno fondato il proprio progetto di vita e delle loro famiglie. Addirittura, al contrario di quello riferito nell’incontro della presidente, verrà ai lavoratori assorbiti applicato un contratto a tempo determinato per un anno, senza nessuna garanzia certa, anche per loro sul proprio futuro.

 

Questa decisione incredibile, ma allo stesso tempo straordinaria per la sua gravità, non può essere sottaciuta dato che ripeto, riguarda dei lavoratori che da anni operano in tale struttura, che hanno contribuito con il loro lavoro quotidiano alla garanzia dei servizi ed oggi vedono azzerata ogni possibilità di continuità e stabilità del proprio posto di lavoro”.

La CGIL stigmatizza duramente l’operato della Fondazione, esprime il sostegno e la solidarietà a questi lavoratori e metterà in campo tutte le iniziative possibili a loro tutela e difesa, cercando in tutti le sedi preposte di far valere le ragioni del diritto.

Valeria Dalcore - Ufficio stampaCgil Mantova

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