Il punto di riferimento è il livello idrometrico del lago di Garda a Peschiera: l’8 aprile, data dell’ultima rilevazione, era a 80 centrimetri. Nel 2011 nello stesso periodo era leggermente inferiore ai 120 cm e nel 2003, anno del caldo e della siccità record, ad aprile il lago era oltre i 120 centimetri. Stando a questi dati, quindi, la prossima estate potremmo trovarci di fronte a una significativa crisi idrica. Ad attenuare il quadro le piogge degli ultimi giorni e le previsioni meteo secondo cui la seconda metà del mese di aprile sarà caratterizzata da frequenti rovesci.
Tavolo per il monitoraggio della crisi idrica oggi a Palazzo di Bagno. Il presidente della Provincia Alessandro Pastacci e l’assessore all’agricoltura Maurizio Castelli hanno infatti convocato Coldiretti, Cia e Confagricoltura, il Consorzio del Mincio, i Consorzi di bonifica e Irrigazione Alta e Media Pianura mantovana, Colli Morenici del Garda, Fossa di Pozzolo e Sud ovest di Mantova, lo Ster, l’AIPo e il Parco del Mincio.
“Innanzitutto voglio capire se da parte di tutti i soggetti invitati a partecipare, questo tavolo è ritenuto utile e se ne condividono l’estensione alle associazioni del mondo agricolo”.
Unanime il consenso da parte dei presenti e invito a mantenere distinti il tavolo istituzionale voluto dalla Provincia da quello più tecnico convocato dalla Regione. “Quindi – ha dedotto il numero un di Palazzo di Bagno - proseguiamo mantenendo distinto nostro lavoro che ha carattere politico – istituzionale dal lavoro dell’altro tavolo che vede coinvolti tra gli altri, il Comune di Peschiera, le Province di Verona e Brescia e la Comunità del Garda”. “L’incontro – ha spiegato l’assessore Castelli introducendo i lavori – ha come obiettivo quello di fare il punto sulle misure da adottare in via preventiva per evitare il ripetersi di emergenze in caso di scarsità della risorsa idrica superficiale nel bacino del fiume Mincio in vista dell’avvicinarsi della stagione irrigua”. Il pensiero di tutti è ovviamente corso all’estate torrida del 2003. “Come Provincia – ha proseguito Castelli – abbiamo istituito questo tavolo a partire dal 2007. Un tavolo istituzionale aperto alle organizzazioni professionali agricole che adatta gli interventi dei consorzi alla gestione delle risorse idriche tenendo conto delle frequenti variazioni meteorologiche”.
Fondamentale è stata ritenuta da tutti i presenti la decisione di abbassare a 14 metri cubi al secondo la portata del lago di Garda alla diga di Salionze. Una scelta prudente ma che potrà rivelarsi assai preziosa in vista dell’estate. Una strategia utile per salvaguardare le irrigazioni nelle campagne mantovane.
Nel corso dell’incontro si è anche parlato del problema delle piccole derivazioni idriche


