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Le Chiese della Riviera del Po

campanile_fine_restauro_160x240Si sono conclusi dopo circa cinque mesi i lavori di restauro del campanile della Parrocchiale di Sermide. Erano iniziati a metà dicembre dello scorso anno con l'allestimento del poderoso ponteggio da parte di una ditta incaricata. L'intervento è stato reso possibile grazie al sostanzioso contributo da parte della Fondazione Cariplo che ha deliberato di concedere alla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo la somma di 100.000 euro. I mattoni sostituiti sono stati circa 1000 e tutto si è svolto in perfetta sintonia con la Soprintendenza con il funzionario preposto dott.ssa Basso Bert che ha insieme con l'architetto Giorgio Gabrieli scelto le modalità di finitura del paramento di facciata.

Analisi del degrado

La caduta di alcuni pezzi di laterizio provenienti dai paramenti murari della torre campanaria, ha causato pericoli concreti per l’incolumità pubblica, inducendo recentemente ad una accurata analisi delle condizioni di salute delle facciate mediante una ispezione ravvicinata delle superfici.

Erano ad oggi già noti i degradi dovuti alle patine naturali, concrezioni di origine organica, depositi organici di muschi e licheni proliferati nelle aree più riparate e umide, nonché gli effetti del dilavamento delle acque meteoriche che hanno provocato concentrazione di depositi organici e non.

Il sopralluogo effettuato successivamente alle cadute di cui sopra ha rivelato che la trama muraria più esterna presenta una generalizzata disgregazione dei giunti con conseguente allargamento delle connessure e un numero non determinabile di pietre che si stanno rapidamente sgretolando ragione della caduta di alcuni frammenti di laterizio.

Infine si è potuto constatare la modalità di esecuzione di passati interventi di consolidamento murario eseguiti con malte cementizie e pietre di qualità e amalgama non perfettamente congrue all’epoca del fabbricato.

In ultimo si è osservato che la parte di torre “bugnata” che va dal basamento alla modanatura della seconda cornice, era rifinita con sagramatura, un intonachino pigmentato costituito apparentemente da un impasto di cocciopesto o terra minerale, grassello di calce e acqua, steso in modo uniforme e a strati sottili. Tale velatura è andata quasi completamente perduta, se ne possono rinvenire solo alcune tracce che ne testimoniano la passata esistenza.

Invece lungo tutto il fusto della torre, fino alla linea di gronda non è stata rinvenuta a vista, alcuna traccia di velatura in intonaco, motivo per cui si è prevista unicamente la lavorazione di stuccatura delle fughe.

 

Modalità di intervento

a) Restauro delle pareti esterne in mattoni:

Previa esecuzione di campionature e prove di materiali per il recupero, gli interventi saranno finalizzati alla rimozione dei materiali incongruenti, alla pulitura dei mattoni con rimozione delle concrezioni, dei muschi e della vegetazione presente, asportazione a secco o mediante lavaggio con acqua demineralizzata per la rimozione delle patine delle incrostazioni e delle malte cementizie mediante l'ausilio di pennelli, spazzole, spatole e microscalpelli.

Le superfici ripulite saranno successivamente recuperate nelle parti che presentano erosione, mancanza di materiale e fessurazioni come di seguito indicato.

Completamento delle operazioni mediante stuccatura dei giunti con idonee malte naturali preventivamente verificate per congruità di materiale con l'esistente.

b)Ripristino della sagramatura d’intonaco nella fascia di basamento bugnato, previo campionatura dei materiali e dei colori esistenti;

c) Si prevede la manutenzione della copertura della torre campanaria mediante rimescolamento della copertura in coppi, sostituzione di quelli rotti e manutenzione della guaina impermeabilizzante; i coppi saranno fissati con ganci anti scorrimento in rame.