Domenica 20 maggio, ore 4,03. Una scossa di 5,9 gradi sulla scara Richter ha bruscamente risvegliato i sermidesi scatenando il panico. Poi altri sommovimenti di "assestamento", i più forti alle 14,50 (3,9 gradi) e alle 15,18 (5,1 gradi). La gente per la strade, impaurita, infreddolita; lievi i danni alle abitazioni private, colpiti soprattutto i fienili e le chiese - ora inagibili - di Quatrelle, Felonica, Moglia, S.Croce e Sermide, sia i Cappuccini che la parrocchiale già dissestata dal terremoto dello scorso luglio. Nel frattempo sono sopraggiunte le tragiche notizie dal Ferrarese e Modenese. In municipio, il sindaco Calzolari ha incontrato il prefetto Mario Rosario Ruffo (nella foto), giunto a Sermide per valutare la situazione. Poi, gli onorevoli Matteo Colaninno e Marco Carra, assieme al segretario provinciale del Pd Massimiliano Fontana, hanno portato la notizia dello stato di emergenza proclamato dalla Regione, recandosi pure da don Renato Zenezini, che così torna a sperare in interventi concreti per il recupero della chiesa "grande". Il sindaco ha decretato la chiusura delle scuole almeno per lunedì, non tanto per il pericolo crolli (gli edifici non sono stati danneggiati), quanto per il timore che nuove scosse possano scatenare il panico nelle classi. Tanti Sermidesi che vivono in condomìni e strutture sopraelevate stanno cercando soluzioni logistiche per scongiurare il disagio di bambini ed anziani nell'eventualità di altri terremoti.
Nella foto: don Renato Zenezini illustra agli onorevoli i danni della Chiesa Parrocchiale


