Le due scosse di terremoto del 20 e 29 maggio sono state affrontate tempestivamente dal Comitato Operativo Comunale, allestito per computare i danni, mettere in sicurezza cittadini ed edifici, e allestire spazi urbani di accoglienza.
Inizialmente l’area palazzetto e il Parco Mastine hanno ospitato 13 delle 65 persone sfollate, assieme ai numerosi concittadini residenti nei condomini o impauriti. La presenza massima è stata di 97 persone. Il centro di prima accoglienza è stato poi spostando nell'area retrostante il vecchio campo sportivo; proprio in queste ore verrà smantellato. Chi si vuole semplicemente accamparepuò farlo nell'area verde delimitata dalle vie De Gasperi e Turati. Nel frattempo un team di ingegneri, in collaborazione con l’ufficio tecnico, ha effettuato la mappatura degli edifici deteriorati. 240 i controlli, 39 gli edifici dichiarati inagibili su 17 dei quali è stato imposto lo sgombero;13 gli sfollati. Solo una strada chiusa in tutto il territorio comunale, la Contrada degli Ebrei, nell’ex quartiere castello dietro il municipio, dove l’ex sinagoga rischia la demolizione. Subito dopo la scossa del 29 maggio parte del centro storico è stata chiusa per un paio di giorni, al fine di mettere in sicurezza la torre civica, da cui sono stati rimossi due merli, e la torretta dello storico albergo Caval Marino. Danni ingenti anche a chiese e fienili; questi ultimi sono il 60% delle strutture danneggiate complessivamente. Delle sei chiese sparse sul territorio, solo quella di Malcantone è agibile. La Caritas ha allestito una tensostruttura di 300 posti nel piazzale della Casa del Giovane per ospitare le funzioni religiose. Se la centrale Edipower è rimasta integra e funzionale, viceversa l'impianto idrovoro della bonifica di Moglia ha subito contraccolpi soprattutto ai due camini alti 50 metri. Si sta studiando l'eventualità di ridurli di 8 metri, perchè con un altro sisma potrebbero cadere. Sotto controllo le due chiaviche, Reggiano e Reverese, punti fragili dell'argine del Po. Alla Latteria Agricola Mogliese intatte le 15mila forme di parmigiano stipate nel moderno magazzino antisismico. Fienili a parte, l'attività agricola non ha subito traumi. Proseguono la raccolta del melone e le altre colture. Seriamente colpita, invece, quella parte di lavoratori impegnati nel biomedicale del modenese. Straordinario il lavoro svolto da dipendenti comunali, Gruppo Delta della protezione civile, volontari di Caritas e Croce Rossa, professionisti locali e cittadini che hanno collaborato generosamente.



