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Le Chiese della Riviera del Po

Lettera dei Commercianti al Sindaco, alla Giunta comunale, ai gruppi politici di minoranza, alle associazioni dei commercianti e degli artigiani

 

I commercianti di via Indipendenza prendono l'occasione della chiusura di un altro negozio di via Indipendenza, la macelleria di Alberto Moi, per richiamare l'attenzione dell'amministrazione locale sul declino progressivo e inarrestabile di una parte del centro storico del Comune. La nostra intenzione è quella di ragionare un po' sul problema e formulare qualche ipotesi forse in grado di arrestare il doloroso declino e invertire la tendenza a piccoli passi, concreti e virtuosi.

Suggeriamo alcune considerazioni come contributo al confronto:

La strada dei negozi: via Indipendenza deve, secondo noi, mantenere la sua vocazione di via commerciale. Concedere permessi edilizi per trasformare un negozio in abitazione privata, è dare il colpo di grazia. Con le dovute proporzioni, ve li immaginate i centri storici di Mantova e di Ferrara senza negozi?

I negozi chiusi: le saracinesche abbassate in via Indipendenza sono tante, ma i negozi tuttora chiusi sono una potenzialità. Facciamo un esempio: c'è una fiera, una sagra, una manifestazione? Si vuol organizzare un'Expò di prodotti tipici? I negozi in questione possono ben diventare dei contenitori-espositori per l'occasione. Poi da cosa nasce cosa

Il market alimentare: l'area compresa tra piazza IV novembre e via Argine Po è sprovvista di un piccolo supermercato alimentare. Considerata l'età media, non più in erba, della sua popolazione, perchè non promuovere un incontro, ad esempio, tra i proprietari del palazzo Villani e i gestori della zona per valutare la possibilità di creare in questa sede un fornito punto di vendita alimentare?

Stages per giovani: le attività artigianali e gli esercizi commerciali che chiudono, disperdono un tesoro di conoscenze e abilità di una vita intera. In assenza di figli che proseguono l'attività, cosa si può fare? Un'idea potrebbe essere quella di affiancare in giovane stagista all'operatore commerciale prossimo alla pensione, per formarlo così al subentro. Scuole (Istituto alberghiero di Poggio Rusco, Centri di Formazione Professionale, Associazioni di categoria), Informagiovani, la rete, Associazioni di lavoratori stranieri potrebbero essere un terreno fertile.

Una politica abitativa per giovani coppie: se Sermide non offre occasioni di lavoro per assenza di insediamenti produttivi, queste, legate al commercio e all'artigianato, lo possono diventare. Ma serve una ventata di giovinezza che può essere promossa da un'oculata politica locale a favore di giovani coppie in cerca di casa a costi contenuti. Ci risulta che alcuni Comuni del Destra Secchia già praticano questo percorso con risultati incoraggianti.

E' ovvio che i punti elencati vanno inquadrati in un Piano per il Commercio che l'Amministrazione locale forse sta già predisponendo. La presente lettera si propone in parte di dare voce alla nostra preoccupazione per il declino della via in atto e in parte alla voglia di contribuire ad un possibile risveglio. Siamo a disposizione per un confronto o per essere informati su quanto l'Amministrazione intende fare, convinti che la nostrra apprensione costruttiva sia anche quella degli amministratori.

 

I Commercianti di via Indipendenza e di Sermide