Il terremoto che in questi giorni ha colpito l’area tra le province di Modena, Mantova, Reggio Emilia, Bologna, Ferrara e Rovigo non ha apparentemente fatto differenze tra cittadini italiani e cittadini stranieri, né tra diverse condizioni personali e sociali. Però, come dimostrano le morti sul lavoro di tanti operai, il sisma ha colpito in particolare i lavoratori, senza distinzione. Anche a causa dell’accentuata precarietà, che spesso spinge a rischiare persino la vita pur di non essere licenziati, operai italiani e migranti erano al lavoro.
Molti di loro sono rimasti senza una casa in cui dormire e un luogo di lavoro dove guadagnarsi un salario. In questa strage di operai sono quattro i migranti che hanno pagato con la vita il loro lavoro e sono centinaia gli sfollati e i rimasti senza impiego. In questa già drammaticamente grave situazione, i migranti pagano un prezzo ancora più alto. Nelle misure d’urgenza prese dal Governo non c’è, a nostro avviso, la necessaria attenzione per la particolare condizione che i migranti vivono in Italia in conseguenza della normativa vigente, che in situazioni di emergenza quali quella sismica non ha previsto correttivi e interventi adeguati.
Per queste ragioni le seguenti Associazioni Mantovane: CGIL, CISL e Anolf, UIL, Articolo 3 -Osservatorio sulle Discriminazioni, Acli, Alto Festival, Arci, ArciGay “la Salamandra”, Caritas, , Sucar Drom e Istituto di Cultura Sinta,
chiedono al Governo e a tutte le autorità competenti di agire subito affinché a tutte i migranti e ai migranti residenti nelle zone terremotate della Provincia di Mantova:
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sia garantito il rinnovo del permesso di soggiorno e della carta di soggiorno, anche se nei prossimi dodici mesi non saranno in grado di soddisfare, potendolo facilmente documentare, i criteri di lavoro, reddito, abitazione previsti dal testo unico sull’immigrazione.
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sia cancellata per i prossimi dodici mesi la tassa di rinnovo del permesso;
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sia garantito un uguale trattamento nei soccorsi e nell’assistenza, indipendentemente dal possesso di un permesso di soggiorno.
A causa dell’imprescindibile nesso insistente tra ottenimento e mantenimento dei requisiti del permesso di soggiorno e, accesso al lavoro, accesso all’alloggio e alle prestazioni socio-assistenziali, senza una moratoria urgente sui permessi di soggiorno, i migranti e le loro famiglie, specialmente quelle con prole, si troveranno a subire oltre agli effetti del terremoto quelli della di una legislazione vigente particolarmente severa, che in simili frangenti riteniamo debba essere correttamente ma con senso della misura applicata.
Non possiamo permettere che oltre ai danni causati dal terremoto, in cui anche lavoratori stranieri hanno perso la vita, ci siano conseguenze ancora più permanenti determinate dalla legislazione attuale. Solo una moratoria urgente sui permessi di soggiorno permetterà ai lavoratori e alle lavoratrici migranti di ricostruire la loro vita dopo il terremoto.


