“Dall’incontro di oggi – spiega il presidente Alessandro Pastacci - è emerso un fronte comune da parte delle Province: tutti i presidenti si sono dichiarati disponibili ormai da tempo a un confronto per la revisione degli enti intermedi, pur sottolineando l’importanza delle Province come ente intermedio tra Comuni e Regioni nel quadro complessivo nella gestione del territorio. Il fronte comune si estende anche sulla critica a come è stato riproposto dal Governo quest’ultimo decreto che praticamente vuole dare indicazioni sulla revisione del numero delle Province senza specificare bene quali e come avverranno i trasferimenti di funzioni ad altri enti. Tutto questo va solo a indebolire ulteriormente le autonomie locali”.
“Ma la criticità maggiore – prosegue Pastacci – riguarda il dato finanziario: l’ulteriore riduzione dei trasferimenti nel corso dell’anno è stato ritenuto all’unanimità inaccettabile in quanto gli enti locali per stendere il bilancio 2012 avevano già provveduto a una serie di revisioni di spesa per rispettare il patto di stabilità e far quadrare i bilanci. Cambiare in corso d’anno il quadro dei trasferimenti vuol dire mettere gli enti in grosse difficoltà sia nel rispettare degli obiettivi di saldo del patto che nel garantire i servizi ai cittadini. Così abbiamo chiesto al Governo una revisione degli obiettivi. Questo non esclude la possibilità che nel 2013 le Province possano verificare la fattibilità di quanto richiesto adesso dal Governo. Sulla questione accorpamenti oggi il tema più caldo è quello di poter assicurare servizi ai cittadini. C’è la necessitò non di una ridefinizione della Province ancora una volta in un documento finanziario ma in una vera riforma di Province e Regioni precisando i compiti dell’uno e le funzioni degli altri e su come possano essere assolte le funzioni verso i cittadini. Il documento che è stato approvato oggi infine invita a mantenere le Province come enti di primo livello eletti dai cittadini”.


