Il rischio era la chiusura, solo nel mantovano, di 5250 pozzi per uso irriguo, industriale e igienico-sanitario per i quali non era stata presentata domanda di rinnovo: ora la Regione Lombardia, dopo anche le forti pressioni delle Province di Mantova e Brescia, ha definito le nuove disposizioni per la semplificazione delle procedure di rinnovo delle piccole derivazioni d’acqua pubblica sotterranee scadute o in scadenza entro il 31 dicembre 2012.
Il problema riguardava i decreti di concessone rilasciati con procedura semplificata dalla Regione Lombardia negli anni 2001 e 2002: la loro durata è infatti decennale, poi scadono. Ma molte aziende industriali, artigianali e agrozootecniche sino a poche settimane fa non avevano provveduto a presentare la domanda di rinnovo (che va fatta tra i 2 anni e i 6 mesi prima della scadenza). Da qui la richiesta di proroga dei termini.
“Siamo riusciti a concludere questa importante battaglia che se non avesse portato a questo risultato avrebbe comportato un ingente danno alla nostra economia e al nostro territorio – spiega l’assessore provinciale all’ambiente Alberto Grandi -. Grazie a una forte azione sinergica tra le province di Mantova e Brescia, le due realtà più interessate dal problema, abbiamo sensibilizzato la Regione sulla questione. Ringrazio anche il consigliere regionale Giovanni Pavesi che si è interessato al problema”.
Ora c’è la legge regionale che dà tempo sino al 31 dicembre 2012 per presentare la domanda di rinnovo. A breve, sul sito della Provincia, nella sezione moduli, verranno pubblicati i modelli di domanda da compilare e fare avere direttamente agli uffici provinciali o alle associazioni di categoria che poi faranno da tramite con la Provincia. “Invito quindi a cogliere questa opportunità che viene data da Regione Lombardia. Chi non presenta domanda in tempo utile, sarà considerato abusivo e si vedrà chiuso il pozzo”.


