I dati forniti dall’INPS relativi alla Provincia di Mantova, mettono in evidenza un lieve calo del numero delle pensioni vigenti (0,1%) nel 2011 a confronto con il 2010. Disarticolando per i diversi Fondi il numero complessivo delle pensioni 141.185, registriamo un lieve calo del numero delle pensioni dei lavoratori dipendenti – 0,96% e delle pensioni sociali – 0,14%, mentre aumentano il numero delle pensioni da lavoratore autonomo + 0,39% e le pensioni varie di fondi minori.
La riforma previdenziale Monti Fornero colpisce pesantemente i diritti di chi deve andare in pensione in particolare delle donne e dei giovani, la diminuzione del numero delle pensioni da lavoro dipendente che si registra nel 2011 è solo un primo segnale, nel 2012 ci troveremo di fronte a un vero crollo dei nuovi pensionati.
Ricordiamo che dal 1 gennaio 2012 sono entrate in vigore i nuovi requisiti per l’età pensionabile, citiamo i principali cambiamenti:
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ha legato tutte le età pensionabili all'incremento relativo alla speranza di vita senza più alcuna certezza sul diritto alla pensione;
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è aumentata di colpo l'età pensionabile delle lavoratrici di 5, 6, ed anche 7 anni;
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ha abolito il sistema delle quote per la pensione di anzianità;
- ha aumentato il requisito dei 40 anni di contribuzione per il diritto alla pensione, indipendentemente dall'età anagrafica
- ha dato risposte insufficienti e inadeguate ai lavoratori esodati.
In pensione più tardi, con importi più leggeri:
“Per quanto riguarda gli importi medi delle pensioni, i dati ci riconfermano un quadro preoccupante. A Mantova le pensioni sono molto basse, la nostra provincia si colloca al penultimo posto per il valore medio della pensione:753,44 euro (solo Sondrio fa peggio con 679,38 euro) a fronte di una media Regionale di 914,27 euro” spiega il segretario generale Massimo Marchini.
La media dell’importo delle pensioni per Provincia:
Milano 1.063,79 €
Monza Brianza 964,24 €
Lecco 908,67 €
Lodi 904,36 €
Varese 898,71 €
Como 840,82 €
Cremona 822,24 €
Bergamo 819,32 €
Brescia 812,93 €
Pavia 776,67 €
Mantova 753,44 €
Sondrio 679,38 €
Per le conformazioni occupazionali e sociali del nostro territorio (un elevato tasso di occupati nel settore agricoltura e servizi) gli effetti di ritardare l’età pensionabile e il basso importo della pensione sono due problemi che peseranno mediamente sempre di più sui lavoratori mantovani.
Su 141.185 pensioni totali ben 109.643 equivalenti al 77,66% non superano l’importo di 1.000 euro lordi mensili e sono solo 5.547 i mantovani che hanno una pensione che supera l’importo di 2.000 euro lordi mensili. Anche sul futuro dei redditi da pensione, le prospettive sono molto incerte e difficili, in quanto la riforma Fornero ha colpito anche su questo versante, con il blocco per due anni della rivalutazione automatica delle pensioni per coloro che sono titolari di una pensione pari 3 volte il trattamento minimo INPS (1.405,00 euro lordi) e con la modifica dei coefficienti di calcolo per determinare l’importo della pensione. La diminuzione dei coefficienti ha determinato la conseguenza che per chi andrà in pensione in futuro, l’assegno sarà progressivamente inferiore.
Continua Massimo Marchini, “Per la CGIL la partita delle pensioni non è chiusa, continueremo a rivendicare correzioni alla riforma Fornero, per introdurre elementi di equità, in particolare è necessario risolvere subito il problema di chi ha perso il lavoro e di chi lo perderà per effetto di accordi di mobilità o di esodo, ripristinare una vera flessibilità e comunque, prevedere una maggiore gradualità per l'età di pensionamento delle donne, garantire delle pensioni dignitose ai giovani e alle donne che sono più esposti a lavori discontinui e a basse retribuzioni. Ma anche rivedere complessivamente la normativa sui lavori usuranti nella consapevolezza che i lavori non sono tutti uguali e garantire il potere di acquisto delle pensioni”.
Valeria Dalcore - Ufficio stampa Cgil Mantova
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