Iniziati la scorsa primavera, dopo avere ottenuto l 'autorizzazione della Provincia di Modena e quella del settore per l'edilizia privata e dell'urbanistica del Comune di Finale Emilia...
procedono speditamente e sono già a buon punto i lavori di realizzazione di una centrale per la produzione di energia elettrica da biogas originato dalla fermentazione anaerobica di colture agricole dedicate e di sottoprodotti agro-industriali, che ha come committente la CO.PRO. B. di Minerbio (Bologna).
L'area sulla quale sta sorgendo il complesso, estesa per circa 40.000 metri quadrati, si trova nelle immediate vicinanze dell'ex zuccherificio dell'Eridania a Massa Finalese ed è quella dove si trovavano alcune delle vasche di raccolta e di riciclo dell'acqua usata nelle lavorazioni della barbabietola.
Diverse sono le ditte impegnate con i propri automezzi e le proprie maestranze. La S.G.M geologia & ambiente ha vinto l'appalto per le opere di urbanizzazione e del movimento terra, cedendolo poi in subappalto all'impresa trevigiana Bortolato srl di Mogliano Veneto. Le cabine di trasformazione e gli elettrodotti saranno costruiti dalla CEMIR snc di Reggiolo (Reggio Emilia) mentre gli impianti elettrici verranno installati dalla TEA Electric snc di Ferrara. Tutte le opere in calcestruzzo saranno eseguite dalla ditta bolognese C.E.S.I. di Imola mentre il sistema integrato delle opere impiantistiche, il vero e proprio cuore pulsante della centrale, sarà costruito dalla ditta tedesca Eisenmann di Boblingen. La fine dei lavori è prevista per il mese di dicembre 2012 mentre la susseguente entrata in funzione del complesso avverrà nei primi mesi del 2013. ll costo totale dell'opera è di 5 milioni di euro, comprensivo dei 92.000 euro ottemperanti alle normative sulla sicurezza.
Le materie prime che occorrono al funzionamento della struttura come il mais, il sorgo, la soia sono tipiche della zona circostante la centrale. Dopo la chiusura dello zuccherificio ed il conseguente abbandono quasi totale della coltivazione della barbabietola in un'area da decenni altamente vocatavi, ora si può aprire una nuova opportunità per gli imprenditori agricoli di tutto il circondario, offrendo loro una valida alternativa per produrre e trarre soddisfacenti riscontri economici dai loro sforzi.
La foto mostra la panoramica generale del cantiere: sullo sfondo sono riconoscibili i due grandi sili di stoccaggio dello zucchero, le uniche strutture lasciate ancora in esercizio dell'ex stabilimento saccarifero che, dopo oltre un quarantennio, ha cessato la sua attività produttiva nel novembre 2005 ed è stato poi completamente raso al suolo due anni fa.


