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Le Chiese della Riviera del Po

logo_prov_nuovoMantenere l’autonomia della Provincia di Mantova. E’ la posizione emersa questa mattina nel corso di un vetrice convocato dal numero uno di Palazzo di Bagno Alessandro Pastacci con i rappresentanti del mondo economico e degli ordini professionali.

“In questo momento in cui si sta affrontando il processo di riordino delle Province, ho ritenuto fondamentale un momento di confronto con il sistema produttivo locale e i suoi principali attori” ha spiegato il presidente Pastacci introducendo i lavori. Così presso la sala Chiaventi di via don Maraglio si sono ritrovati esponenti delle associazioni di categoria, Camera di Commercio, ordini professionali e organizzazioni sindacali.

“Ciò che mi interessa – ha proseguito Pastacci – è capire come il territorio sta percependo queste riforme e gli scenari futuri che potrebbero crearsi”. E la linea prevalente è stata quella di andare avanti con una proposta che veda Mantova mantenere la propria autonomia.

Il primo a prendere la parola è stato il presidente della Camera di Commercio Carlo Zanetti che non ha nascosto i timori “di un impoverimento e declino del territorio mantovano” se dovessero diventare effettive le ipotesi di accorpamento tra Mantova e Cremona con capoluogo la città del Torrazzo. Ancora più esplicito il presidente di Confindustria Mantova Alberto Truzzi: “Integrandoci con Brescia o Cremona non faremmo una miscela ma un’emulsione. I tavoli a tre piedi non sono stabili. Dove si prenderebbero le decisioni? E poi ci sono considerazioni geografiche: noi già ci troviamo in una posizione periferica rispetto alla Regione, con una maxi Provincia lo saremmo anche di questa. E poi il nostro territorio ha relazioni con il Veneto e l’Emilia Romagna che andrebbero perse. Se ciò che ho detto è condiviso, muoviamo in modo unitario, forte e coordinato coinvolgendo parlamentari e consiglieri regionali ed elaboriamo un documento da presentare al Consiglio delle Autonomie Locali per ribadire la nostra posizione”. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente dell’Unione del Commercio Ercole Montanari: “Dobbiamo resistere a questi provvedimenti. Se l’hanno fatto i taxisti e i farmacisti dobbiamo farlo anche noi mantovani. Lavoriamo per trovare delle alternative di qualità alla proposta del Governo. Se non cambieranno le logiche l’asse più naturale è con Cremona ma prima va fatta una battaglia forte”. Per Massimo Marchini, leader di Cgil Mantova siamo di fronte a un passaggio epocale: “occorre un’azione di moral suasion verso la Regione. Elaboriamo un documento con alla base ragioni socio economiche oggettive a supporto della nostra proposta di deroga per la Provincia di Mantova e il mantenimento della sua autonomia. Accorpandoci con Lodi e Cremona si darebbe vita a geografie innaturali”. Matteo Lasagna, voce presidente di Confragricoltura è per “una difesa strenua dell’autonomia del nostro territorio con caratteristiche difficilmente replicabili. Come agricoltori vorremmo sapere chi saranno domani i nostri interlocutori. Siamo a disposizione della Provincia per una battaglia in sia difesa”. Lorenzo Capelli ha ribadito il sostegno di Confartigianato alla deroga per il mantenimento dell’autonomia di Mantova. “Il riordino dello Province fatto in questo momento è sbagliato – ha sostenuto Coldiretti -. Le aziende in questa fase hanno bisogno di certezze. Cambiare i centri di riferimento significa bloccare tutto”. Aldo Menini ha invece posto un quesito: “come saranno le Province del futuro, al di là della riorganizzazione, che competenze avranno? Adesso assistiamo a un continuo taglio dei fondi a disposizione”.

Il presidente dell’ordine degli avvocati Paolo Trombini ha fatto una constatazione: “se a livello di Tribunale e di amministrazione della giustizia Mantova ha mantenuto l’autonomia, perché non dovrebbe mantenerla a livello di amministrazione provinciale?”

Elisabetta Poloni, direttore di Cia, ha espresso un timore: “se Mantova dovesse restare autonoma, non rischierebbe di rimanere ancora più isolata?” mentre Mauro Ottolini, presidente di Confcooperative, invita a pensare a una grande Provincia con Brescia e Cremona. Sulla stessa linea Ferrari di Apindustria ma “grande Provincia solo nel caso non si riesca a sostenere una proposta di autonomia mantovana”.

La legge di riordino approvata a fine luglio prevede una riorganizzazione delle Province con possibilità di mantenimento dell’autonomia per quelle che hanno un’estensione superiore ai 2500 chilometri quadrati e più di 350 mila abitanti. Per le altre, e tra queste vi è anche Mantova, si parla di aggregazioni.

Entro la metà di settembre l’Unione delle Province Lombarde formulerà una proposta al Consiglio delle Autonomie locali che a sua volta, prima del 10 ottobre dovrà presentare un’ipotesi di riorganizzazione delle Province lombarde alla Regione. A quest’ultima spetterà poi di trasferire il documento finale al Governo a cui spetterà l’ultima parola. Presumibile prevedere che entro Natale vi sarà la revisione delle Circoscrizioni territoriali provinciali.

E domani il presidente Pastacci incontrerà i sindaci per condividere anche con loro il tema del futuro del Province e sentire le loro proposte.

Prima tappa a San Benedetto Po alle 9.30 (presso la saletta IAT). Alle 11.30 incontro con i Comuni dell’Oglio Po presso la sala civica del Comune di Commessaggio. Alle 14.30 sarà la volta dei sindaci dell’Asolano presso sala dei Dieci del Municipio di Asola. Alle 16.30 appuntamento a Guidizzolo e alle 18 presso la sala Bonaffini del Comune di Mantova.