Centotrenta soppressioni sulla linea ferroviaria Mantova – Verona dalla metà di agosto al 10 settembre. In sostanza 1 treno su 4 cancellato.
Periodo nero per chi è solito servirsi del treno per andare dal capoluogo gonzaghesco alla città scaligera e viceversa. Del problema si è parlato questa mattina a Palazzo di Bagno nel corso della periodica convocazione della Consulta provinciale sul trasporto ferroviario. “Spiace dover registrare ancora una volta l’assenza di Regione Veneto a questo tavolo – ha dichiarato l’assessore provinciale con delega ai trasporti Giulio Freddi -. Il servizio sulla tratta da quando è stato diviso in due tronconi è peggiorato”. Con l’entrata in vigore del nuovo orario estivo, infatti, chi deve andare da Modena a Verona deve prendere due treni: in stazione a Mantova è infatti previsto un cambio. Per cui ai tempi consueti di viaggio vanno aggiunti quelli di attesa delle coincidenze. Coincidenze che diventano ancora più problematiche nei festivi quando il numero delle corse è più ridotto. Stabile la qualità del servizio sul percorso Mantova – Modena.
All’incontro di oggi in Provincia, era invece presente Regione Lombardia con Massimo Dell’Acqua. E con lui si è parlato della possibilità di ripristino delle fermate di Castellucchio, Marcaria e Bozzolo sulla linea Mantova – Milano: “Regione Lombardia non ha preclusioni a ripristinare le fermate. L’importante è che il territorio arrivi con una proposta univoca”.
Alla Consulta, che viene convocata ogni due mesi, hanno partecipato anche amministratori di comuni toccati da linee ferroviarie: Carlo Alberto Malatesta, assessore ai lavori pubblici e urbanistica di Marcarla, il collega di Curtatone Francesco Ferrari e l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Sermide Michele Negrini. Malatesta ha invitato la Regione a fare di tutto perché “la ferrovia continui ad essere considerata un servizio per la comunità e non solo un intralcio per la presenza di passaggi a livello sul territorio comunale”.


