Audizione questa mattina a Milano presso la sede di Regione Lombardia per il Presidente della Provincia di Mantova Alessandro Pastacci davanti al Consiglio delle Autonomie Locali presieduto dall’on. Guido Podestà.
Con il numero uno di Palazzo di Bagno si è recato al Pirellone anche il sindaco di Mantova Nicola Sodano. Della delegazione, che ha relazionato all’Ufficio di presidenza del Cal, facevano inoltre parte anche alcuni sindaci espressione delle diverse aree del mantovano: per il Destra Secchia - Basso Mantovano Alberto Manicardi (sindaco di Quingentole), per il viadanese Sanfelici (sindaco di Commessaggio), per l’asolano il primo cittadino di Commessaggio Patrizia Leorati. Per l’alto mantovano doveva essere presente il neo sindaco di Castiglione delle Stiviere Alessandro Novellini, ma per un improvviso impegno non ha potuto recarsi nel capoluogo lombardo. La grande Mantova era rappresentata dal sindaco del capoluogo Nicola Sodano.
Durante l’audizione Pastacci si è fatto portavoce delle posizioni emerse dal territorio, sindaci e categorie economiche, raccolte nella serie di incontri che il numero uno di Palazzo di Bagno ha effettuato nelle scorse settimane nelle diverse aree del mantovano.
“Ho portato una fotografia di ciò che il territorio sta esprimendo sul tema del riordino delle Province – ha detto Pastacci -. Per questo ho voluto con me nell’audizione anche alcuni amministratori perché portassero la loro testimonianza diretta su come stanno vivendo questa fase in vista del riordino delle Province. Dopo che Podestà ha fatto una serie di valutazioni sui criteri previsti dalla norma, io gli ho fornito un quadro complessivo della posizione del territorio. Ho rimarcato che siamo assai vicini al rispetto dei parametri indicati nella legge, uno addirittura lo rispettiamo, ho evidenziato che Mantova confina con 8 diverse Province di cui due sole lombarde e che intrattiene un dialogo stretto con realtà come Verona e Parma, che sono fuori Regione, una interlocuzione basata su condivisioni di grandi infrastrutture come l’autostrada del Brennero, Quadrante Europa e l’intermodalità. Non ho poi nascosto che i sindaci temono una situazione molto complessa se dovesse realizzarsi l’accorpamento con altri territori. Ho anche fatto alcune considerazioni personali sulla norma – aggiunge Pastacci – come ad esempio sul fatto che prima sarebbe stato meglio individuare le funzioni delle Province e poi riorganizzarle”.
Anche i sindaci hanno a loro volta rimarcato “come la provincia di Mantova abbia certe peculiarità, una sua dimensione e rete di relazioni che dovrebbero restare anche in futuro e che quindi sarebbe un bene che Mantova restasse sola”.
Completate le audizioni di tutte le province lombarde, il 2 ottobre il Cal elaborerà la sua proposta di riorganizzazione delle Province lombarde e la invierà alla Regione.


