header

Le Chiese della Riviera del Po

Deroghe per Mantova, Sondrio e Monza Brianza, Cremona e Lodi accorpate come Varese, Como e Lecco e Milano città Metropolitana. Otto Province in Lombardia più Milano città metropolitana. logo_prov_nuovoQuesta la decisione espressa questa mattina nel capoluogo lombardo dall’assemblea del Consiglio delle Autonomie Locali. La nuova geografia istituzionale delle amministrazioni provinciali lombarde, almeno secondo il voto del Cal lombardo, presieduto da Guido Podestà, dovrebbe essere così riorganizzata: nuove Province “Cremona – Lodi” e “Varese – Como – Lecco”, prosecuzione del mandato in deroga per quelle di Mantova, Sondrio e Milano – Brianza, assetto immutato per Pavia, Bergamo e Brescia.

“Il risultato ottenuto oggi rispecchia anche le difficoltà legate a una legge imperfetta e, per questo motivo, trovare una sintesi migliore non era davvero così semplice – ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano e del Cal Podestà – Al temine dei lavori abbiamo imposto una condizione assoluta che impegna il governo della Regione Lombardia a premere sul Governo nazionale per garantire il primo livello. Mantenere, cioè, la possibilità per i cittadini di votare con l’elezione diretta a suffragio universale. Un’opportunità che si rende indispensabile per non depotenziare e delegittimare le future città metropolitane e favorire, invece, ancora una volta un gruppo di nominati non scelti dal popolo. L’altro punto qualificante della riunione è stato quello di mantenere la proposta di delibera senza inserire la Provincia di Monza - Brianza nell’accorpamento delle Province subalpine. Si prosegua, dunque, anche a livello nazionale verso il riordino, tenendo ben presente, però, che ‘i compiti a casa’ siano svolti da tutte le Regioni, e non solo da quelle più virtuose. Il nostro obiettivo è mirato al raggiungimento di una buona riforma di carattere non esclusivamente notarile che tenga in considerazione le specificità e le tradizioni dei territori. A Roma, però, non dimentichino che il nuovo assetto istituzionale disegnato non produrrà nessuna riduzione dei costi. Inoltre è fondamentale che vengano confermati i servizi che ad oggi sono garantiti ai cittadini. In caso contrario sarebbe un vero disastro, alla luce del fatto che la Lombardia vanta al proprio interno 10 milioni di abitanti. Un medio stato europeo come ad esempio il Belgio, non può essere privo di un livello intermedio di governo e di gestione dei servizi”.