Nella giornata di ieri il Governo ha consumato nei confronti della popolazione colpita dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio, l’ennesima ingiustizia. Non bastava la farsa sull’IMU 2012, vera e propria stangata per i contribuenti dal prossimo mese di dicembre, da pagare in un'unica rata. Nonostante paghiamo da mesi l’aumento dell’accise sul costo del carburante, il governo incassa le risorse e non ha trasferito alle Regioni e ai Comuni neanche un centesimo per la ricostruzione.
La risposta data dal Ministro Giarda in Parlamento - rispondendo a una interpellanza in question time - è semplicemente vergognosa: dopo oltre 4 mesi dall’evento sismico ha precisato che “il decreto del 1 giugno che ha sospeso tassa e tributi non valeva per i sostituti d’imposta e pertanto le imprese non avrebbero dovuto smettere di operare le tradizionali ritenute tantomeno di versarle all’erario creando il fenomeno della “busta paga pesante””, aggiungendo che le tasse sospese vanno versate tutte entro il 16 dicembre 2012 (in quanto la scadenza della sospensione termina il 30 novembre).
Tuttavia il Ministro Giarda preso da un vero atto di benevolenza ha rassicurato i cittadini terremotati che la regolarizzazione dei pagamenti tributari e contributivi non comporterà l’applicazione di sanzioni o interessi per il ritardato versamento. “Il Governo con i ritardi che ha accumulato nel fare chiarezza sulla sospensione delle tasse ha preso in giro la popolazione terremotata, tenuto conto che il Ministro Grilli dal mese di agosto è stato sollecitato dal Sindacato unitariamente, con una richiesta di incontro per affrontare il problema, alla quale non ha mai risposto.” spiega il segretario generale della Cgil di Mantova Massimo Marchini.
Inoltre ha commesso due gravi ingiustiziee senza precedenti: infatti, il Governo non solo interrompe un consolidato metodo di intervento a favore delle popolazioni colpite dal terremoto, ricordiamo che nel caso del terremoto che ha colpito l’Aquila , i cittadini aquilani hanno beneficiato per 14 mesi della sospensione delle tasse e la restituzione è stata stabilità con decorrenza 1 gennaio 2012 (ben 3 anni e mezzo dopo l’evento) in 120 rate mensili e per un importo del 40% (mentre il restante 60% è stato abbuonato); la seconda è che la sospensione dei tributi si applica di fatto ai soli lavoratori autonomi e questo è inaccettabile, perché, produce una iniquità tra cittadini dello stesso territorio.
Il Governo tratta i cittadini mantovani ed emiliani come se fossero di serie C, in quanto ha perfino ignorato l’applicazione della regola generale sugli stati di emergenza L.225/1992 (riformata alla fine del 2009) che prevede infatti che la ripresa dei versamenti al termine degli stati di emergenza possa essere scandita fino a 24 rate e non debba avvenire in una soluzione unica, l’esatto contrario di quanto stabilito dal Governo con il nuovo decreto di agosto per le aree colpite dal terremoto di maggio.
“Di fatto siamo di fronte a un Governo irresponsabile che applica le misure della spendig review a lavoratori, lavoratrici e pensionati colpiti gravemente dal terremoto – prosegue Marchini - In questi giorni con il pagamento dello stipendio del mese di settembre molti lavoratori si sono visti decurtare e in alcuni casi quasi azzerata la busta paga, una ingiustizia che colpisce duramente una comunità che sta lottando per ripartire e conquistare condizioni minime di serenità.
“In queste ore ci stiamo coordinando con la CGIL dell’Emilia e insieme con la CGIL nazionale, ricercando il coinvolgimento di CISL e UIL per decidere le iniziative più opportune ed efficaci per chiamare il Governo a dare risposte concrete e serie alla popolazione colpita dal terremoto: ci rivolgiamo ancora una volta alle imprese mantovane e ai consulenti del lavoro e chiediamo che qualora intendessero procedere al recupero delle tasse sospese, di farlo con gradualità rateizzando la somma nelle buste paga fino alla fine dell’anno”.


