Gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Sermide, come in molte scuole del resto d’Italia, dopo la proposta governativa dell’ennesimo taglio ai bilanci della scuola pubblica, hanno deciso -in data 18/12/2012- di sospendere in modo collegiale i progetti di ampliamento dell’offerta formativa, le attività aggiuntive necessarie per il buon funzionamento della scuola e di annullare le visite e i viaggi d’istruzione per l’A.S. in corso.
Si tratta di una forma di mobilitazione attivata per sensibilizzare le famiglie e l’opinione pubblica in relazione alle difficoltà in cui versa la Scuola e condividere tematiche che non devono rimanere proprie dell’ambito scolastico, ma devono far parte della coscienza civile e sociale di ognuno. L’ultimo provvedimento preoccupante è il risultato dell’accordo sottoscritto nella serata del 12 dicembre fra Aran e sindacati, il quale prevede un pesante taglio al fondo d’Istituto che si aggira intorno al 30%.
Per capire concretamente gli effetti di questi tagli, basti pensare che per le scuole mantovane quest’anno ci saranno un milione di euro in meno (secondo dati sindacali), che andranno a
danneggiare inevitabilmente il già precario equilibrio dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche. Non dobbiamo dimenticare che questo provvedimento arriva dopo una riforma, che, nella sostanza, ha sottratto in tre anni al comparto scuola 8 miliardi di euro, mettendo a dura prova l’autonomia scolastica e il diritto allo studio, sanciti dalla Costituzione.
Vale la pena di ricordare che, se la scuola, nonostante tutto, ha continuato a funzionare, si deve principalmente alla passione e al senso del dovere dei docenti che hanno posto rimedio al
progressivo venir meno delle risorse con maggiore lavoro aggiuntivo, spesso non retribuito. Oggi però se si vuole salvare e difendere la scuola pubblica, non basta prodigarsi per attutire gli effetti di questi provvedimenti, occorre avere il coraggio di denunciare chi toglie dignità alle scuole statali, ignorandone i bisogni e impoverendone i bilanci.
Una sfida che può essere vinta soltanto se la scuola riesce ad aprire un dibattito critico al di fuori del proprio recinto, coinvolgendo genitori, famiglie, istituzioni e società civile. Solo attraverso una presa di coscienza collettiva dei gravi problemi che attanagliano l’istruzione pubblica è possibile un’inversione di rotta, che veda la scuola e la cultura in generale tornare ad
essere l’ambito strategico su cui investire per uscire da questa crisi economica ed etica. Crediamo fermamente e proprio in questa difficile congiuntura che i nostri ragazzi siano il futuro.
L’intento di queste azioni non è naturalmente quello di penalizzare gli studenti, ma anzi di impedire che gli stessi siano danneggiati dall’entrata in vigore delle norme contestate. Infatti, il corpo docenti ha deliberato di mantenere comunque attivi alcuni servizi ritenuti fondamentali, quali la sicurezza (attività di sorveglianza degli studenti pre e post scuola in orario extra-scolastico), la tutela del disagio e dell’handicap (rapporti con l’ASL e progetti specifici) e le principali funzioni collaborative indispensabili per garantire il funzionamento della scuola.
I docenti quindi esprimono la volontà di comunicare e spiegare le motivazioni della protesta a genitori e studenti, in modo da poter assieme contribuire a difendere e salvare la dignità della scuola pubblica
Docenti dell’IC di Sermide


