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Le Chiese della Riviera del Po

logo confesercenti-150x150 240x240La sofferta ma positiva soluzione della grave crisi di Governo, con la costituzione dell’esecutivo Letta, restituisce al Paese una condizione di fisiologica funzionalità istituzionale. Ora però occorre riaprire e riorganizzare l’agenda dei lavori parlamentari, partendo dai gravi problemi che si sono accumulati, aggravandosi, nel corso degli ultimi mesi.

Evitare l’aumento dell’Iva, intervenire sul costo del lavoro, riportare la tassazione sui carburanti nei limiti e nella media europea devono essere tra gli obiettivi generali del nuovo Governo. Occorre meno fisco ma bisogna anche mettere in agenda sia la questione della Tares, con meccanismi di equità, che il Sistri. Ma tra le questioni urgenti nell’agenda di settore c’è anche la vicenda pluriennale della ristrutturazione della rete. Faib invoca da tempo la riduzione degli impianti, considerati da più parti ridondanti, che costituiscono una rete caratterizzata da un eccesso di offerta e da erogati medi tra i più bassi d’Europa. L’associazione chiede che si giunga a una ristrutturazione sensibile della rete che coinvolga nel processo di chiusura tra i 5 e gli 8 mila punti vendita sulla rete ordinaria e, con opportune verifiche, anche sulla rete autostradale. «I gestori hanno trascorso gli ultimi quattro anni in condizioni di estrema difficoltà – denuncia Raffaele Figliuolo, Presidente provinciale di Faib Confesercenti. - L’ultimo biennio è stato ancora più complicato con le vendite che hanno registrato un vero e proprio crollo, con diminuzioni di oltre il 20% sulla viabilità ordinaria e di quasi il 50% su quella autostradale. Sia il dilatarsi dei tempi per raggiungere questi obiettivi, sia il momento delicato e drammatico che attraversiamo, lavorano contro di noi. Ecco perché all’agenda dell’esecutivo Letta segnaleremo il primato della legalità e del rispetto delle leggi di settore, così come l’obbligo a negoziare per concludere nuovi accordi. Non può essere ammissibile l’atteggiamento delle compagnie petrolifere che, in presenza di contratti scaduti, continuano ad accampare pretesti per rimandare il confronto sindacale. Se questa esigenza di riavviare costruttivamente i negoziati non verrà condivisa con atti concreti – conclude Figliuolo - saremo pronti a intraprendere altre strade, con azioni mirate compagnia per compagnia e verso coloro che non intendono rispettare gli accordi, a partire dai cali e dalla decurtazione forzata dei margini».