Era appena morto Giuseppe Stalin quando, in piena guerra fredda (si era conclusa da poco la guerra di Corea) all’epoca della bomba atomica e dell’equilibrio del terrore fra Mosca e Washington, in località Zelo la Nato onde far fronte al Patto di Varsavia (nel 1955 proprio quando nacque l’alleanza politico-militare socialista), costruì una base missilistica per l’interdizione aerea tramite vettori che, nel tempo, avrebbero portato anche ogive nucleari.
La gestione fu affidata all’Aeronautica Militare e ai colleghi Usa. Il grosso polo militare aveva la base operativa presso l’odierna strada regionale 482 e il casermaggio più all’interno. Era sindaco allora il comunista Gino Mantovani (ancor oggi cenesellese doc) a capo di una giunta frontista e qui ci furono violente manifestazioni di dissenso, dati i tempi. Ceneselli, dal 1945 Comune di sinistra, era ideologicamente polarizzato fra bianchi e rossi, come un po’ dappertutto e basta riandare ai libri di Giovanni Guareschi e ai mitici film di Peppone e Don Camillo per capire quei lontani tempi. Nel 1989 cadde il Muro di Berlino per cui pure i missili terra aria di Zelo diventarono inutili. Dapprima (1987) fu ritirato il personale americano e nel maggio 1999 la base fu definitivamente chiusa, ciò nel quadro della ristrutturazione risparmiosa delle forze armate italiane. L’allora primo cittadino Mario Pinotti si pose subito il problema della riconversione produttiva o infrastrutturale della doppia vasta area abbandonata a se stessa nella più totale incuria, nel frattempo passata, in quanto a proprietà, dal demanio militare a quello civile. Si tentò alcune volte la vendita a privati, ma le cifre sparate furono troppo alte e non se ne fece niente. Nel 2004 fu eletto la prima volta l’attuale sindaco Marco Trombini, che scadrà definitivamente il prossimo anno e con lui facciamo brevemente il punto dell’ex Zelo. “Il recupero della base è stato da sempre uno dei punti programmatici fondamentali della mia amministrazione ed ho bussato continuamente a tutte le porte, avendo comunque avuto il sostegno unanime di maggioranza e minoranza. Abbiamo a suo tempo corretto il Prg, prevedendo l’utilizzo produttivo delle due vaste zone complementari che, d’origine militare, erano sconosciute a qualsiasi strumento urbanistico”. “Durante un momento conviviale – prosegue il primo cittadino cenesellese – illustrai l’appetibilità della nostra base ai titolari patavini dello Studium Engineering, una società specializzata nella valorizzazione di aree in senso industriale. Si dimostrarono interessati ad acquisire entrambi i settori (il lancio e il casermaggio) onde riconvertirli alla produzione di energia elettrica rinnovabile tramite il sole, stanti gli incentivi statali. Nel dicembre 2009 l’Agenzia del demanio mise ancora una volta all’asta le due aree. I padovani si aggiudicarono il polo vicino alla 482 per 601 mila euro: fabbricati, terrapieni, rampe di lancio, altane, bunker per una superficie coperta di 2.800 m., scoperta di 133 mila. La parte logistica fu messa allora all’incanto per 2.200.2005 euro, prezzo a base d’asta, ma la Studium Engineering lo giudicò non conveniente e si ritirò; ancor oggi le ex caserme sono invendute e non ci sono per ora possibilità di riconversione, data anche la crisi economica. Per la 482 i nuovi proprietari dovevano già passare alla fase esecutiva del parco fotovoltaico già nel 2010”. La Studium Engineering non ha avuto la forza finanziaria per la creazione del parco fotovoltaico ed ha ceduto i propri diritti sulla 482 al gruppo brianzolo Cic che proprio in questi giorni ha iniziato nell’ex lancio i lavori di demolizione-costruzione, da finire contrattualmente entro l’anno: pannelli solari per produrre 12 megawatt di corrente elettrica, che si innesterà già nel 2014 sulla rete Terna; investimento multimilionario. “Un anno fa – sottolinea Marco Trombini – pure Ceneselli fu colpito doppiamente dal terremoto, un evento calamitoso anche da noi tanto che la Regione ci ha dichiarato zona danneggiata dal sisma e degna di ricevere i benefici di legge; nella sfortuna siamo stati un pizzico fortunati. In merito sono stati prorogati gli incentivi statali sulle fonti energetiche rinnovabili, ecco perché la lombarda Cic ha ritenuto di investire in Alto Polesine sui nostri 12 ettari”. Secondo le vigenti disposizioni Ceneselli riceverà per l’ex Zelo 300 mila euro una tantum, che spenderemo per 390 punti luce in versione Led (basso consumo) aggiornata ed altri 50 mila annui, che effettivamente copriranno le spese comunali della pubblica illuminazione (praticamente rifatta) nel tempo. “Fra pochi mesi – conclude il primo cittadino – completerò la mia decennale esperienza alla guida di Ceneselli ed è motivo di orgoglio mio e di tutta l’amministrazione vedere realizzarsi un sogno programmatico. Abbiamo sempre creduto nel recupero nell’ex Zelo e il tempo ci ha dato ragione”.
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