Un pomeriggio di passioni, hobby, musica e divertimento. Ma anche un momento per riflettere, per alzare la voce contro un lavoro che non c’è, per mostrare – dimostrare che i giovani di Sermide ci sono e vogliono fare la propria parte.
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Tutto questo è “Se non noi chi?!” l’evento organizzato dal Gruppo Giovani per Sermide, sostenuto dall’Amministrazione Comunale e dalla Proloco, per il 15 Giugno dalle ore 17 a Parco Mastine.
Un luogo scelto non a caso per ricordare il Centro di Accoglienza, allestito proprio al Palazzetto dello Sport, circa un anno fa a seguito dei sismi. Argomento quest’ultimo che verrà affrontato anche nello spettacolo intitolato “Un giorno di terremoto su un ascensore” che si svolgerà durante la serata.
Ma veniamo allo svolgimento vero e proprio di questo importante evento.Â
Alle ore 17 la manifestazione aprirà i battenti con l’esposizione di quadri, fotografie, scritti, collezioni e le realizzazioni di opere artigianali; i ragazzi di Sermide, e non solo, mostreranno le loro passioni.Â
Alle ore 19 circa inizierà il lungo aperitivo; un punto di ristoro tenuto dalla Proloco provvederà a distribuire cibo e bevande ai partecipanti. Nel mentre sul palco si esibiranno i Frank Si Nutre e Cranchi.Â
Alle 21 lo spettacolo “Un giorno di terremoto su un ascensore”; un mix di recitazione con attori e lettori, ballo con le ragazze dell’Antares e musica con il duo Salieri e Negrelli,  che andrà a toccare i temi del volontariato, dell’integrazione e della speranza di futuro migliore in un quadro che ci riporterà ai momenti del sisma emiliano-lombardo del 29 maggio 2012.Â
A seguire una forma di protesta contro la mancanza di occupazione giovanile. Un “Frozen Flash Mob”: un momento in cui, in silenzio e fermi in una posizione tipica del lavoro, si griderà la rabbia legata a questa criticità.Â
Concluderanno la serata un esibizione delle ragazze dell’Olympia Fitness e la musica di Matteo Dj.L’energia della gioventù, la sfrontatezza e la determinazione spesso lottano dentro i giovani; “Se non noi chi?!” vuole essere un primo segnale di reazione alla perdurante crisi della nostra epoca partendo appunto dalle passioni che ognuno coltiva.
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