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Le Chiese della Riviera del Po

logo prov nuovoProblemi del mondo del lavoro in un territorio che ha visto salire la disoccupazione nel 2012 al livello record del 7,5% e dove i contratti a tempo determinato sono in forte aumento rispetto a quelli a tempo indeterminato. Cenni di miglioramento nel 2013? I dati disponibili si riferiscono solo ai primi mesi ed è difficile sbilanciarsi: per ora sono in lieve calo le richieste di cassa integrazione straordinaria e in deroga. I distretti maggiormente in sofferenza sono quelli di Guidizzolo e Viadana e l’unico settore che dimostra un certo dinamismo è quello agricolo.

I dati sono stati il punto di partenza dell’incontro tenutosi ieri in Provincia con sindacati, rappresentati del mondo dell’impresa, Camera di Commercio e distretti. “Oggi vorrei che parlassimo non solo di problemi ma anche di prospettive – ha esordito la vice presidente della Provincia con delega alle politiche del lavoro Francesca Zaltieri -. Anche la nostra provincia è stata ed è colpita duramente da questa crisi strutturale. Il denominatore comune oggi è la sofferenza di tanti lavoratori e di tante famiglie. L’incontro di oggi ha come finalità la definizione di una strategia condivisa che prenda in esame le politiche del lavoro ma anche le leve per lo sviluppo.

Vorremmo insomma individuare percorsi da intraprendere insieme”.

Apprezzata da tutti i presenti l’iniziativa della Provincia, nel corso della mattinata sono emerse via via le proposte. “Oggi vorremmo tentare di fare una sintesi delle idee che il territorio può esprimere per superare questa delicata fase – ha rimarcato Massimo Marchini, segretario provinciale Cgil -. La realtà del territorio mantovano oggi è purtroppo amarissima: sono stati persi 11 mila posti di lavoro negli ultimi 3 anni con livelli record di fallimenti. E’ stato bruciato il 25% della capacità produttiva. Non possiamo rassegnarci alla decrescita dell’economia. Come Cgil abbiamo individuato 7 azioni: superare il gap di innovazione tecnologica, legare maggiormente l’università al mondo delle imprese, superare il nodo del credito che è il numero uno dei problemi, puntare su Valdaro, individuare 3-4 infrastrutture strategiche, minore contrarietà da parte delle imprese ai contratti di solidarietà, sburocratizzazione dei processi della pubblica amministrazione”. Il presidente dell’associazione degli industriali Alberto Truzzi, oltre a sollecitare un ruolo ancora più incisivo per la Camera di Commercio nel creare le condizioni perchè maturino “voglia di impresa e voglia di crescita”, ha insistito sulla necessità che le banche allentino i vincoli del credito, sul lancio di Valdaro e sull’università. “Ma ciò che più ci preoccupa è l’inerzia nell’amministrare” ha aggiunto Truzzi.