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Le Chiese della Riviera del Po

logo conf agricoltori 320x160Dopo un inizio d’anno caratterizzato da piogge abbondanti e che hanno creato non pochi danni, nell’immediato e in prospettiva, all’agricoltura mantovana, il 2013 continua a non essere benevolo per la nostra provincia.

Prima il maltempo, culminato nelle grandinate del viadanese e di Sermide, e ora il sole che, lungi dall’essere benefico, è arrivato accompagnato da un caldo opprimente che rischia di aggravare la situazione di un comparto già in sofferenza. L’allarme arriva da Cia Mantova, preoccupata per l’andamento climatico di questa prima metà dell’anno ma anche dalle risposte che ancora non sono arrivate dalla politica, soprattutto quella nazionale: “La grandinata di
Sermide è stata molto pesante, anche se non come quella del viadanese che ha messo in ginocchio
numerosissime aziende, ma ha comunque fatto parecchi danni – ha dichiarato il Presidente di Cia
Mantova Luigi Panarelli – Purtroppo questo tempo pazzo non ne vuol sapere di normalizzarsi, e
l’arrivo del caldo rischia di portare con sé altre conseguenze. Sia a livello agricolo che zootecnico le
aziende si stanno attrezzando per non farsi cogliere impreparate di fronte all’ondata di caldo, ma
non sarà comunque facile. Per fare capire l’incidenza che il caldo può avere sulla produzione, basti
pensare può ridurre notevolmente il quantitativo di latte prodotto quotidianamente da una vacca
da latte.”
Impedire il normale verificarsi di eventi meteorologici, per quanto estremi, è impossibile, ma
qualcosa si può fare, a livello istituzionale: “Siamo agricoltori, e per questo siamo abituati a
confrontarci con le bizzarrie del clima – continua Panarelli – tuttavia continuiamo a caldeggiare la
creazione di un fondo d’emergenza in cui, in caso di danni provocati dal maltempo, si possa
attingere per venire incontro, il più velocemente possibile, alle aziende in sofferenza. Purtroppo, in
questo senso, vediamo pochissime risposte dalla politica.” Risposte che CIA chiede arrivino in
tempi brevi, perché la stagione agricola è già ben avanzata, e il rischio di trovarsi di fronte ad
un’annata “magra” è ormai una realtà: “Solo ad ottobre avremo esattamente il quadro della
situazione – conclude il presidente di CIA – ma è probabile che ci troveremo di fronte ad un calo di
produzione quantificabile tra il 35 e il 40%.”