“Corruzione seriale e diffusa in tutto il Paese e gli enti locali non ne sono immuni”. Non usa giri di parole Pier Camillo Davigo, Consigliere della Corte di Cassazione, già membro del pool milanese ‘Mani Pulite’, nel descrivere quella che a suo parere è la situazione in Italia per quanto riguarda il rapporto tra corruzione e pubblica amministrazione.
Nel suo seguitissimo intervento, avvenuto questa mattina a Mantova in occasione del convengo “Gli enti locali e il contrasto alla corruzione” organizzato da Provincia e Avviso Pubblico, il magistrato ha parlato chiaramente sui rischi di infiltrazioni dei sistemi criminali e di mercati illegali gestiti dal crimine organizzato. “Penso – ha proseguito il magistrato - che la corruzione sia molto diffusa negli enti locali e tutti gli indicatori ci dicono che il fenomeno invece di attenuarsi è in espansione. Purtroppo nè la legge e nemmeno il Piano Nazionale Anticorruzione varato di recente fronteggiano il fenomeno”. Cosa fare allora per uscire da questa situazione o almeno cercare di arginarla? “Occorre insistere molto sulla trasparenza e sui sistemi per individuare il rischio corruzione. Non secondario è poi il porre molta attenzione al rapporto tra il reddito del dirigente o funzionario pubblico e il suo effettivo tenore di vita”.
Con l’approvazione del Piano Nazionale Anticorruzione, ha concretamente presso avvio la fase di attuazione delle politiche di prevenzione previste dalla legge. Tutte le pubbliche amministrazioni (inclusi gli enti locali) entro il 31 gennaio 2014 dovranno adottare i propri Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione o aggiornare i Piani già adottati, per allinearli ai requisiti del Piano Nazionale.
Il seminario di oggi aveva quindi l’obiettivo di approfondire i contenuti del piano triennale di prevenzione della corruzione e di fornire indicazioni concrete per la sua stesura, prestando particolare attenzione alle attività che riguardano l’individuazione delle aree maggiormente esposte alla corruzione e l'adozione di nuovi processi organizzativi che siano più trasparenti e condivisi per prevenire i fenomeni di corruzione. Oltre a Davigo sono intervenuti Alberto Vannucci, Docente di Scienza Politica all’Università di Pisa su “La legge 190/2012 e la Strategia nazionale e locale per la prevenzione della corruzione”, Giuliano Palagi, Direttore generale della Provincia di Pisa sull’applicazione della Legge anticorruzione alle Autonomie Territoriali. Sono seguiti i contributi di Andrea Ferrarini, consulente organizzativo in sistemi di gestione del rischio di reato
su “Come valutare il rischio di corruzione negli enti locali. Presentazione di alcune linee guida”, Giandomenico Canarini, coordinatore Tavolo legalità di ReteComuni sulle “Misure per ridurre il rischio di corruzione negli enti Locali” e Roberto Montà, Sindaco di Grugliasco e Vice Presidente di Avviso Pubblico che ha portato la sua esperienza di piano triennale anticorruzione nel Comune di Grugliasco.


