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Le Chiese della Riviera del Po

logo confartigianato 320x147Approvata dal Senato lo scorso 23 dicembre, la nuova legge di stabilità 2014 accoglie in toto le istanze manifestate da Confartigianato Imprese Mantova con riferimento alle problematiche rilevate nelle zone colpite dagli eventi sismici del maggio 20 e 29 maggio 2012.

Nelle scorse settimane Confartigianato Mantova, con le altre associazioni di categoria provinciali che aderiscono a Rete Imprese Italia, aveva presentato un documento per richiedere una modifica al comma 9 dell’articolo 3 del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, al fine di ottenere un’ulteriore proroga del termine per effettuare la verifica di sicurezza, così come previsto dall'articolo 3, comma 9, del D.L. 74/2012 (vale a dire la certificazione di agibilità sismica per le attività produttive).

 Nonostante il contesto particolarmente difficile, dal Governo sono arrivati positivi segnali di attenzione nei confronti delle imprese. In totale accoglimento delle istanze manifestate da Confartigianato Imprese Mantova, è stato prorogato il termine per effettuare la verifica di sicurezza per la ripresa delle attività produttive da diciotto a ventiquattro mesi, dunque fino all'8 giugno 2014 (art. 233 bis).

 Durante il periodo temporale in oggetto, il certificato di agibilità sismica potrà essere rilasciato in via provvisoria dal tecnico incaricato, qualora le eventuali carenze siano state adeguatamente risolte attraverso appositi interventi anche provvisionali.

 Una grande vittoria per Confartigianato Imprese Mantova, che in questo modo ha permesso alle imprese del territorio di tirare un sospiro di sollievo. «A destare enorme preoccupazione - spiega il Presidente Lorenzo Capelli - era proprio l'obbligo di acquisire la certificazione di agibilità sismica per i fabbricati in cui si svolge l'attività, rilasciata a seguito di verifica di sicurezza degli stessi. La mancata concessione della proroga avrebbe messo in ginocchio l’economia della zona, in quanto sarebbero risultate di fatto “fuori legge” le imprese attive all’interno di strutture prive della certificazione. Considerate le perduranti difficoltà nel ripristino delle condizioni minime di vita produttiva - conclude Capelli - nonché la complessità intrinseca per gli espletamenti tecnici richiesti dalla normativa e le tempistiche di acquisizione dei titoli abilitativi all’esecuzione di eventuali opere infrastrutturali, non potevamo restare sordi alle richieste dei nostri imprenditori».

 

 

 

 

 

 

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