Analizzando i dati dell'Osservatorio Provinciale del mercato del Lavoro di Mantova, in particolare i primi 9 mesi degli anni 2011, 2012 e 2013, si registra un lievissimo incremento degli avviamenti e delle assunzioni (all'incirca +1000). Una buona notizia? Purtroppo no, perchè se osserviamo con quali tipologie contrattuali vengono fatti gli avviamenti al lavoro, cogliamo una sensibile e progressiva crescita della precarietà, e quindi una mancanza oggettiva di pianificazione del futuro personale e collettivo dei lavoratori mantovani.
Un lavoro che come si osserva, è sempre più precario che vede oltre la metà delle assunzioni fatte con contratti a tempo determinato con un + 5%, mentre appaiono molto diffusi anche i contratti di lavoro in somministrazione (interinale con agenzie), ricordiamo che questi contratti si caratterizzano per periodi di durata molto brevi, spesso sono lavoratori che hanno anche due o tre contratti in un mese in luoghi di lavoro diversi.
Registriamo anche una quota significativa di contratti giornalieri - o meglio chiamati "lavoro a chiamata" - molto utilizzati nei servizi e nel settore terziario, in questo caso il lavoro a chiamata si configura in qualche ora di lavoro per qualche giorno alla settimana, spesso nei fine settimana. Nella nostra Provincia solo il 17,6 % delle assunzioni sono con contratti stabili a tempo determinato e non si era mai raggiunto un livello così basso prima d'ora.
L'unica tipologia contrattuale precaria che diminuisce è il lavoro a progetto, una diminuzione conseguente delle limitazioni introdotte dalla riforma Fornero.
Stabile l'utilizzo delle assunzioni con contratto di apprendistato, un dato non positivo considerando gli accordi tra le parti sociali per rilanciare questo strumento con l'obbiettivo di inserire i giovani al lavoro.
La riforma Fornero si era posta tra gli obbiettivi di limitare la precarietà, i dati della nostra provincia, confermano esattamente il contrario.
Abbiamo sempre affermato che non si crea nuova occupazione con le riforme del mercato del lavoro e i dati confermano il giudizio espresso dalla CGIL sulla riforma Fornero, per questo chiediamo al Governo provvedimenti di sostegno all'economia e alla crescita, l'unico modo per creare lavoro.
"La precarietà ha raggiunto livelli eccessivi e socialmente insostenibili, per queste ragioni la CGIL nel programma congressuale che intende portare avanti propone una revisione delle politiche del lavoro, che guardi ai nuovi bisogni e alle categorie più deboli, improntata alla piena e buona occupazione, al superamento della condizione della precarietà di lavoro con l'obiettivo di dare un futuro occupazionale ai giovani" è il commento del segretario generale della Cgil di Mantova Massimo Marchini.
Valeria Dalcore - Ufficio stampa Cgil Mantova
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