Le ordinanze sono già scritte. Manca solo la firma del Commissario straordinario per il terremoto Roberto Maroni. Ma il Governatore della Lombardia non potrà sottoscriverle sino a quando non vi sarà la certezza da parte del Governo della copertura finanziaria e del trasferimento dei fondi per la ricostruzione post terremoto.
"Invieremo quanto prima una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi in cui tutti insieme, Regione, Provincia e Comuni terremotati ribadiremo l'urgenza e la necessità del trasferimento dei fondi che ci spettano per legge – ha detto questa mattina il presidente Maroni dopo aver incontrato a Palazzo di Bagno i sindaci dei 41 Comuni terremotati -. Faremo squadra, appellandoci anche ai ministri e a tutti i parlamentari lombardi per far sentire la nostra voce. La voce della Lombardia. Superiamo le differenze partitiche e politiche. Dobbiamo essere tutti uniti in questa battaglia e mobilitarci tutti insieme". E proprio nel corso dell'incontro, a cui hanno partecipato anche il presidente della Provincia Alessandro Pastacci, e gli assessori regionali Paola Bulbarelli e Gianni Fava, è arrivata una telefonata da Roma. "Mi hanno garantito – ha spiegato il commissario Maroni dopo aver risposto alla chiamata – che entro pochi giorni arriveranno i fondi dal Ministero dell'economa e delle finanze. Quindi la prossima settimana spero di poter firmare le ordinanze".
Con le ordinanze saranno disponibili, oltre ai 6,9 milioni di euro già a disposizione per l'edilizia scolastica, 15 milioni e mezzo per la ricostruzione dei municipi: qualora tutte la somma non venisse spesa per eventuali economie o ribassi d'asta, la cifra restante sarebbe destinata comunque per le scuole. A individuare le destinazione prioritarie a scuole e edifici pubblici sono stati gli stessi sindaci.
Il sindaco di Quistello Luca Malavasi ha ricordato l'urgenza di interventi anche sulle chiese e sui centri storici, mentre il vice sindaco di Poggio Rusco Fabio Zacchi ha posto l'attenzione sul fatto che "i fondi a disposizione per le scuole non saranno sufficienti. Va bene la ricostruzione ma c'è anche il problema dell'adeguamento alle norme antisismiche degli edifici parzialmente danneggiati".
"Condivido l'invito a una presa di posizione forte con il Governo sui fondi mancanti – ha aggiunto il presidente della Provincia Pastacci -. A maggio finiranno anche i fondi del Fondo di Solidarietà europeo per cui vi è più che mai la necessità di avere certezze sulle altre risorse a disposizione. Vorremmo essere nelle condizioni di poter programmare interventi su chiese e patrimonio monumentale".
A margine dell'incontro sul terremoto, Maroni ha parlato anche dell'idea di indire un referendum per la pari dignità della Lombardia con altre regioni come ad esempio la Sicilia. "Noi chiediamo di poter tenere i nostri soldi. La strada è quella di un referendum. Lo prevede il nostro statuto e lo faremo".


