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Le Chiese della Riviera del Po

logo prov nuovoOltre 175 mila occupati nel 2013 in provincia di Mantova, di cui il 77% dipendenti e il restante 23% indipendenti. Oltre 17 mila le persone in cerca di occupazione l'anno scorso, mentre nei 12 mesi precedenti erano oltre 14 mila (si registra quindi un aumento del 21%). Il tasso di occupazione nel 2013 era pari al 48,8%, in calo dell'1% circa rispetto all'anno precedente e del 4% rispetto al 2011. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto nel 2013 il 9,1%, (nel 2012 il tasso era pari al 7,5% e nel 2011 si attestava al 6%).

Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto 2013 sul mercato del lavoro in provincia Mantova presentato questa mattina a Palazzo di Bagno alla presenza della vice presidente dell'ente con delega alle politiche del lavoro.

Scorrendo lo studio, coordinato da Mario Mezzanzanica, professore associato presso l'Università Bicocca di Milano e direttore scientifico del CRISP, è possibile cogliere le dinamiche del mercato del lavoro nel 2013 e osservare le principali tendenze in atto, in termini di mobilità occupazionale, utilizzo delle differenti tipologie contrattuali per le assunzioni, differenze "comportamentali" nei diversi settori economici.

Le comunicazioni obbligatorie riferite all'anno 2013, e di competenza di aziende con sede operativa in provincia, ammontano a oltre 138 mila, di cui il 44% è relativo ad avviamenti (oltre 61 mila), il 47% a cessazioni (oltre 65 mila), la quota rimanente, pari al 9%, riguarda proroghe e trasformazioni contrattuali.

Complessivamente si assiste ad un calo dell'11% circa delle comunicazioni di eventi intercorse con un saldo negativo tra avviamenti e cessazioni pari a -4.076; nell'anno precedente il saldo era pari a -3.466.

Le assunzioni del 2013 evidenziano una ulteriore crescita di utilizzo delle tipologie contrattuali temporanee (passando dal 78% del 2012 all'80% del 2013) a discapito di quelle permanenti. Le variazioni significative si registrano per il Tempo Determinato che cresce passando dal 51% al 57%, a discapito della Somministrazione che perde quattro punti percentuali (dal 21% al 17%). Per le tipologie permanenti, il Tempo Indeterminato presenta un calo passando dal 20% al 18%. Considerando le dinamiche in atto nei diversi settori economici si riscontra per Agricoltura(14% rispetto al 13%) e Commercio e servizi(57% rispetto al 56%) un valore della quota di avviamenti superiore a quella delle cessazioni; al contrario per l'Industria in senso stretto le cessazioni mostrano un valore superiore rispetto agli avviamenti con quota del 27% rispetto al 24%.

Rispetto al 2012, leggendo la ricerca, si osserva un aumento della quota di avviamenti per tutti i settori economici, ad eccezione dell'Industria in senso stretto per cui la quota passa dal 27% del 2012 al 24% del 2013; la crescita maggiore si registra per il settore Agricoltura che passa dal 12% al 15%, mentre Commercio e servizi e Costruzioni aumentano di un punto percentuale ciascuno.

La relazione degli avviamenti con le variabili settore economico di attività e tipologia contrattuale, permette di osservare le differenti modalità di impiego dei contratti all'interno dei diversi settori. Nel Commercio e servizi il 63% degli avviamenti avviene attraverso il contratto a Tempo Determinato, seguito dal contratto a Tempo Indeterminato con un valore percentuale pari al 19%; per l'Industria in senso stretto la quota maggiore appartiene alla tipologia contrattuale Somministrazione con il 48%, a cui seguono le tipologie contrattuali Tempo Determinato e Tempo Indeterminato, con quote rispettivamente pari al 24% e al 22%.

Da ultimo si segnala il dato delle previsionirelativo agli avviamenti ed alle cessazioni per il 2014. La tendenza degli avviamenti è sostanzialmente negativa. Le cessazioni sono al contrario previste in aumento complessivamente.

La presentazione del rapporto è anche stata l'occasione per fare il punto sull'attività dei Centri per l'Impiego della Provincia. Che come ha spiegato il direttore generale dell'ente Gianni Petterlini ha visto un incremento in termini di accessi: 12607 gli iscritti, (con più donne che uomini), generalmente giovani, anche se si è visto un incremento degli over 40, in prevalenza italiani (9010 contro i 3597 stranieri, tra i quali non compaiono mai cinesi e brasiliani). Il centro per l'impiego con più iscritti è quello di Mantova, quelli di Asola e Ostiglia hanno i numeri più bassi