Siamo un gruppo di ragazzi sermidesi, i cosiddetti "Teenager Cattolici". Durante l'anno ci troviamo regolarmente alla Casa del Giovane per condurre un cammino di fede insieme. Durante uno dei nostri incontri ci viene detto esserci l'opportunità di vivere un'esperienza di servizio. Si tratterebbe di una settimana presso uno dei lidi di Ostia gestito dalla Caritas, in cui vengono ospitati anziani in ristrettezze economiche e/o povertà di relazioni. Ad accompagnarci sarebbero stati i nostri animatori e il grande Don Andrea Barbieri. Abbiamo deciso di metterci in gioco e di provare questa nuova esperienza.
Siamo partiti lo scorso 10 agosto con tanto entusiasmo e voglia di fare, ma forse non eravamo del tutto consapevoli del carico di lavoro e di responsabilità che avrebbe richiesto una settimana di volontariato. Arrivati ad Ostia veniamo accolti dalla signora Luisa, responsabile della cucina e cuoca dallo spirito d'acciaio, che dopo averci servito la cena ci da qualche informazione circa la struttura che ci ospita. In breve si tratta di uno stabilimento balneare che offre agli anziani del posto, soli o in difficoltà economiche, diversi servizi: pullman per il trasporto, attività di animazione, e una mensa di due turni da circa cento persone ciascuno.
Successivamente ci viene spiegata la giornata tipo: sveglia, colazione e subito a preparare la spiaggia, raccogliendo i rifiuti e aprendo tutti gli ombrelloni. Arrivano i primi pullman, quindi occorre accompagnare i signori in spiaggia e all'occorrenza sostituire gli sdraio con i lettini. Successivamente vengono proposte le attività ricreative: tornei di carte ecc. Dopodiché ci sono i due turni del pranzo in cui bisogna pulire, apparecchiare, e servire le varie portate. Dopo mangiato ci sono i balli di gruppo. Una volta terminata la pulizia dei vari ambienti e rimessa in ordine la spiaggia, arriva il momento per un bagno tutti assieme!
Ad essere sinceri quest'esperienza non si è rivelata come ce la aspettavamo. Imprevisti e situazioni spiacevoli hanno messo alla prova la nostra forza di volontà e il nostro spirito, che, uniti alla stanchezza fisica ci hanno fatto dubitare della nostra scelta, ci hanno portato a dire "io non ce la faccio, torno a casa". Ad essere sincero però, penso che siano stati proprio questi momenti di sconforto a compattarci come gruppo. Ci hanno fatto capire cosa stavamo sbagliando, e che forse ci stavamo ponendo nel modo sbagliato, ci hanno permesso di capire che a volte è più bello dare che ricevere. Da questa esperienza siamo usciti più maturi e più consapevoli del fatto che ci sono molte altre realtà al di fuori della nostra, realtà difficili e dure ma dalle quali si può imparare molto. Forse tendiamo a dare troppa importanza a cose superflue invece di apprezzare quelle davvero importanti come lo stare insieme e darsi da fare per aiutare chi è meno fortunato di noi.
A tutti quelli che avranno la nostra stessa opportunità dico: fatelo! Mettetevi in gioco! Riceverete in cambio qualcosa che vi renderà persone più ricche! Ma ricche dentro.
Nella foto: Prima fila in alto: Pollachini Federico, Bellintani Nicola, Biancardi Federico, Garosi Federico, Nuvoloni Valerio, Pacchioni Matteo
Seconda fila: Santini Giulia, Scaravelli Valentina, Boschetti Micol, Zapparoli Elena, Sbravati Giorgia, Nadalini Melanie, Marastoni Valentina, Rossi Martina
Terza fila: Bertolasi Jessica, Barlera Valentina, Sgarbi Sara
Quarta fila: Marinelli Antonio, Don Andrea Barbieri


