Si è svolta ieri mattina in piazza IV novembre, dinanzi al monumento ai caduti a Sermide la cerimonia di commemorazione di tutte le vittime civili e militari di guerra sermidesi.
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Cerimonia semplice e senza fronzoli ma sentita e commovente, durante la quale,nel rammentare la guerra con tutto il suo carico di atrocità, si elevava sempre più nitido e distinto l'anelito alla pace, da tramandare di generazione in generazione. Dopo i discorsi di prammatica dei rappresentanti le autorità civili, un gruppo di ragazzi delle scuole medie di Sermide, con grande partecipazione e coinvolgimento emotivo, ha letto alcuni brani di poesie di Giuseppe Ungaretti che sono stati il più eloquente e significativo monito contro l'assurdità e l'inutilità di tutti i conflitti armati.
Particolarmente significativo è stato anche l'intervento del sindaco di Sermide, Paolo Calzolari che, al termine del suo discorso ufficiale di chiusura della cerimonia e prima della benedizione impartita da don Andrea, ha raccontato un episodio della sua gioventù che più di ogni altra cosa ha segnato il suo ricordo di questa giornata: - "nonno Giovanni, veterano della guerra 15-18, non parlava mai della sua tragica esperienza vissuta nel fango e nel sangue delle trincee. Quando io gli domandavo se era vero, come tanta retorica patriottarda sosteneva, che i nostri soldati cantavano inni alla patria, lui mi rispondeva: "in trincea nuantàr an ghèam minga voia ad ad cantàr, a ghèam sol voia ad piànsar!"-


