Lo sciopero generale di venerdì 12 dicembre è alle porte: Cgil e Uil arrivano a questo appuntamento importante dopo aver organizzato centinaia di assemblee nei luoghi di lavoro, nelle quali sono stati raccolti consenso sulle proposte del sindacato e profonda delusione e disappunto per il Job Act e le misure contenute nella Legge di Stabilità. "In particolare - spiega Massimo Marchini, segretario generale della Cgil di Mantova - abbiamo raccolto lo sconcerto dei lavoratori e delle lavoratrici sulla manomissione dello statuto dei diritti dei lavoratori con la libertà di licenziamento concessa alle imprese. La priorità che si vive nel mondo reale delle fabbriche e delle imprese è quella di contrastare la crisi con misure concrete per far ripartire l'occupazione e la crescita. Per queste ragioni i provvedimenti del governo a favore delle imprese e togliendo i diritti ai lavoratori non produrranno nessun nuovo posto di lavoro".
I sindacati rilanciano le richieste: un piano per il lavoro e l'occupazione giovanile, ridurre i tanti contratti precari, una lotta all'evasione fiscale e alla corruzione per recuperare risorse importanti a sostegno dell'equità, chiediamo di modificare profondamente la riforma delle pensioni (Fornero-Monti) e il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione.
Ad oggi sono 15 i pullman in partenza dalla provincia di Mantova - 10 della Cgil e 5 della Uil - organizzati per partecipare alla manifestazione di Brescia in Piazza della Loggia, a cui si aggiungono tanti altri lavoratori che si recheranno con mezzi propri.
"Il 12 dicembre sarà una giornata nella quale, in tante piazza del paese, daremo visibilità al dissenso sulle deleghe al lavoro e sulla legge di stabilità e per chiedere che si metta al centro la priorità della creazione di posti di lavoro" aggiunge Massimo Marchini.
Paolo Soncini, segretario generale Uil Mantova, affonda sul versante pensioni: "Abbiamo chiesto che gli 80 euro venissero estesi a pensionati e incapienti, dopo una prima apertura il governo ha fatto spallucce. Tutto questo accanimento su cittadini, patronati, sindacati è costante, ha un'energia negativa che colpisce tutti. Vorremmo che il Governo tanta energia la spendesse, piuttosto, nel contrasto all'evasione fiscale che pensa ogni anno per 180 miliardi di euro. Di questi, 70 miliardi sono legati a reati di corruzione e 27 miliardi appartengono ai costi della politica".
Anche se il Jobs Act è stato approvato dal Senato, il sindacato chiederà un confronto rigoroso sui decreti attuativi, continuando la mobilitazione per recuperare gli aspetti più negativi nei confronti dei lavoratori. "Riteniamo che la partita non sia chiusa - ribadiscono - pertanto chiediamo un confronto rigoroso: il libro è ancora bianco, mancano contenuti da far approvare a gennaio. Ricordiamo che noi non siamo affatto contrari alle riforme, anzi, sono necessarie, ma chiediamo di stare a quel tavolo per trovare un incontro".


