header

Le Chiese della Riviera del Po

logo CNB 320x166Giorni fa in un Super Mercato di Sermide, un signore mi ha chiesto se quest'anno ci sarebbe stata nella nostra zona una consistente semina di bietole. Gli ho risposto che nonostante i problemi di distanza dagli zuccherifici, sarebbe stato investito un considerevole ettarato . Al che questo signore, mai stato associato al CNB che io rappresento, se ne uscì con una frase del tipo:" Se gli altri la pensassero come me nessun agricoltore seminerebbe bietole, visto che non sono stati pagati interamente importi relativi al 2009 e 2010". Al che ho risposto che esistono anche agricoltori che la pensano diversamente e me ne sono andato. Qui voglio chiarire a lui e a chi la pensa come lui, qual è la situazione. Intanto questi importi non pagati sono "aiuti nazionali", a carico quindi dello Stato Italiano, che li pagò regolarmente nel 2006, 2007 e 2008. Per quelli del 2009 e 2010 invece ritenne che non fossero più dovuti e ritardò finchè , finalmente, riconobbe il diritto del settore ad avere oltre 85 milioni di euro per le due annate. Con il Ministro Catania del governo Monti vennero dati 35 milioni di euro , che non bastarono a pagare il dovuto del 2009, ma ne coprirono circa l'81%. Negli ultimi mesi il settore ha visto bieticoltori ed industriali (creditori anch'essi per importi quasi doppi di quelli degli agricoltori) pretendere decisamente il pagamento del residuo credito. Il Ministro Martina ha riconosciuto il residuo debito dello Stato e si è impegnato a saldarlo a breve. Ma vediamo anche l'entità percentuale di tali crediti rispetto agli importi bietola complessivi. In quegli anni il prezzo della bietola era attorno ai 40 euro/tonn. a 16 gradi, e l'importo dell'aiuto nazionale di circa 4 euro/ton., cioè il 10% del prezzo. Quindi per il 2009, pagato all'81% circa, il residuo credito è di 0,8 euro/ton. Per il 2010 invece è di 4 euro/ton. Insomma i più esposti sono a credito di 4,8 euro/ton. per le due annate 2009-2010, pari al 6% circa delle entrate delle bietole! Pur affermando decisamente che i bieticoltori non dovranno perdere niente di niente, sono importi di rilevanza relativa, non certo tali da scombussolare le aziende. Il settore bieticolo – saccarifero aveva già dimostrato in zona, con il Fallimento della Sermide Spa, che i bieticoltori erano adeguatamente tutelati per i loro crediti. Mi pare invece di proporzioni ben più problematiche e rilevanti per le aziende agricole locali la riscossione dei crediti agricoli verso la CAPA di Felonica, in crisi, che non il residuo credito bieticolo, del resto vantato verso lo Stato e non verso un ente privato.

Per APB-CNB Sermide

Il Presidente Enzo Cuoghi