Sabato 9 Maggio 2015 alle ore 17.30, presso il Capitol Multisala di Sermide, Antonio di Bella presenterà il suo nuovo libro "Je Suis Paris". Dialogherà con l'autore Chiara Mora, redattrice di Sermidiana. Giornalista. Direttore del Tg3 dal 2001 al 2009, poi direttore di rete fino al 2012 alternandosi con Paolo Ruffini. Ora corrispondente Rai da Parigi. Figlio d’arte (suo padre Franco fu direttore del Corriere della Sera), prima di arrivare alla direzione del Tg è stato anche vicedirettore e corrispondente da New York.
Con gli Usa ha sempre avuto un ottimo rapporto: nel ’76 fu nominato cittadino onorario del Texas e sulla sua esperienza americana ha scritto un libro: Le giacche blu fanno a pezzi i blu jeans (Anabasi 1994). Più che uomo di sinistra si definisce “clintoniano pragmatico”.
«La mia ricetta giornalistica è semplice: andare sul posto, raccontare quel che si vede con semplicità, senza banalità, e un pizzico di impertinenza».
Nell’ottobre 2010, dopo alcuni mesi di inattività in Rai, Di Bella torna a ricoprire il ruolo di corrispondente da New York, per il Tg1.
Il 28 settembre 2011 viene nominato nuovamente direttore di Raitre, prendendo ancora una volta il posto di Paolo Ruffini che passerà a dirigere La7. «Dice che il tg condotto da Enrico Mentana “è molto one-man show”, e consiglia a tutti i colleghi, “come pure ai leader della sinistra italiana, una buona dose di Caterpillar, per prendersi un po’ meno sul serio”.
Rimane in carica fino al 23 dicembre 2012, per poi passare come corrisponde Rai a Parigi, ruolo che ricopre tuttora.
Appassionato di musica, soprattutto quella brasiliana, si diletta nello scrivere canzoni. «Farei di tutto per esibirmi a Sanremo. Qualche anno fa ho scritto una canzone, Samba fiesolana, per Irene Grandi. Non ebbi il coraggio di spedirgliela». Come ha iniziato a cantare? «Galeotto fu l’ascensore. Nel 1996 tornai dagli Stati Uniti e in ascensore, in Rai, incontrai Massimo Cirri e Sergio Ferrentino di Caterpillar. Li conoscevo, sapevano della mia passione per la musica. La cosa è nata per gioco ed è continuata».


