Dopo anni di discussioni e qualche mese di preparazione, prende vita in questi giorni l' unione tra i sei Comuni più ad oriente della Lombardia : Felonica, Sermide, Carbonara di Po, Magnacavallo, Borgofranco sul Po e Poggio Rusco.
Una scelta che tutti i Sindaci dei sei Comuni hanno presentato ai propri concittadini in altrettanti incontri pubblici che si sono svolti nelle serate tra il 10 ed il 18 settembre; in questi incontri ogni Sindaco ha potuto esporre ai presenti i motivi e le modalità di questo percorso, dando modo ai partecipanti di evidenziare dubbi o perplessità e di chiedere delucidazioni al proprio Sindaco o anche a tutti i sei Sindaci sempre presenti.
Il dottor Maurizio Pellizzer, consulente incaricato per questo progetto, ha presentato nelle diverse sedi il contesto normativo e i principali aspetti organizzativi, confrontando i vantaggi e le criticità delle diverse opzioni per i Comuni minori (sotto ai 5.000 abitanti), che hanno l' obbligo entro quest' anno di gestire in forma associata almeno le funzioni fondamentali.
La scelta esposta dai Sindaci, che prenderà corpo attraverso l' approvazione in ogni Consiglio Comunale della Bozza di Statuto già condiviso dagli amministratori e sinteticamente esposta negli incontri, riguarda la costituzione di un nuovo Ente, appunto una "Unione di Comuni" , che per conto dei Comuni partecipanti gestirà tutti i servizi comunali attualmente presenti attraverso il coordinamento e la riorganizzazione del personale dipendente .
L' obiettivo di questo progetto è di gestire un territorio omogeneo per caratteristiche storiche, economiche, sociali e culturali attraverso un unico ente che consenta di rispondere meglio ai bisogni della gente che ci vive e alle esigenze delle imprese che ci operano, superando interessi particolari e campanilistici e generando economie di scala ed efficienza operativa; una sfida che richiede impegno e coraggio e che va affrontata con la giusta consapevolezza, particolarmente in un periodo di grave crisi economica ed occupazionale.
La nuova unione gestirà un territorio di circa 180 Kmq., con 18.000 abitanti e con una pianta organica di oltre 100 dipendenti , numeri questi molto simili a Comuni emiliani a noi vicini come Bondeno o Finale Emilia, ma inferiori a Comuni strutturati e sviluppati come Mirandola o Legnago; una dimensione di ente coerente con gli obiettivi prefissati e adatta alle difficoltà da affrontare.
Del resto una delle caratteristiche di debolezza della nostra area - evidenziata anche nei diversi incontri pubblici- riguarda le modeste dimensioni dei Comuni e di conseguenza la scarsa capacità di rispondere ad esigenze crescenti dei cittadini e di portare avanti progetti e richieste per lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio; la carenza di infrastrutture ha di fatto relegato le attività produttive al solo settore primario che, se pur con prodotti eccellenti -i vari Dop e Igp- apprezzati anche a livello internazionale, non consente di soddisfare la domanda di occupazione che viene in particolare dalle fasce giovanili e dalle componenti più deboli della nostra popolazione .
Siamo tutti consapevoli che non sarà questo nuovo percorso a farci uscire dalla crisi ed a risolvere tutti i numerosi problemi che da troppo tempo ci affliggono, ma siamo altrettanto convinti che la scelta di unire le forze, di riorganizzare le strutture e di rapportarci ai centri di potere con un' unica voce sia il primo passo nella giusta direzione, avendo sempre a riferimento i bisogni e le esigenze del nostro territorio; se ci sarà bisogno di un ulteriore passo verso la fusione in un unico nuovo Comune, saranno i nostri concittadini a deciderlo con un apposito referendum, previsto dalla vigente normativa e strumento fondamentale di democrazia diretta.


