La Legge di Stabilità presentata dal Governo Renzi ha confermato le attese dei giorni scorsi. L’ecobonus per le ristrutturazioni e l’efficienza energetica delle costruzioni italiane è stato prorogato per tutto il 2016, con incentivi al 50% per i mobili e le ristrutturazioni, al 65% per il risparmio energetico. Dopo gli annunci del Ministro Graziano Delrio e del Presidente della Commissione Ambiente alla Camera, Ermete Realacci, il tweet di Renzi ha confermato un’iniziativa che nel 2014 ha prodotto più di 28 miliardi di euro di investimenti e 425 mila posti di lavoro. «Va certamente nella direzione da noi auspicata – commenta il Presidente di Confartigianato Mantova Lorenzo Capelli, – vale a dire un impulso alle imprese dell’edilizia che, come ormai noto, stanno attraversando un periodo molto difficile. In secondo luogo, in tal modo le famiglie proprietarie di abitazioni possono riqualificare il loro bene casa, considerando che l’80% degli italiani ha una proprietà immobiliare e che, per oltre il 60% dei casi, si tratta di edilizia che risale agli anni ’60. Il terzo vantaggio è per lo Stato, perché viene fatto emergere il reddito che, grazie al versamento dell’Iva, porta un gettito maggiore. E’ una misura, quindi, che avvantaggia tutti e fa anche bene all’economia italiana».
Una misura che potrebbe portare innovazione e qualità nelle costruzioni, riducendo i consumi, a vantaggio dell’ambiente e delle tasche degli italiani. Soprattutto, però, nel rinnovo dell’ecobonus, che viene esteso anche agli edifici pubblici, agli interventi per la bonifica dell’amianto e all’antisismica, c’è la speranza di un intero settore di uscire da una crisi economica che ancora turba le imprese italiane. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, infatti, le costruzioni hanno fatto registrare un calo delle attività del 2,4% nei primi 8 mesi del 2015, nonostante il 10,8% degli italiani sia intenzionato a ristrutturare la propria abitazione.
Il rinnovo degli incentivi, quindi, potrebbe far incontrare le necessità delle imprese e le intenzioni dei cittadini. Il limite dell’iniziativa, una volta di più, è rappresentato dal fatto che sia l’ennesima proroga e non un intervento strutturale e definitivo.
«Noi chiediamo che la norma venga stabilizzata, un’idea largamente condivisa dai gruppi politici e dal Governo stesso – aggiunge Capelli; – questo favorirebbe una maggiore capacità di programmazione e certezze di lavoro per le imprese».


